lunedì 2 gennaio 2012

Incidenti stradali: quando il trauma è peggiore delle ferite

Sulle conseguenze fisiche di un incidente stradale, anche di non eccessiva entità, pensiamo di non dover fornire alcuna notizia aggiuntiva. Laddove forse v’è una lacuna di informazione è sulle conseguenze psicologiche, quelle che si definiscono traumi psicologici, afferenti ad un sinistro della strada.


Cominciamo col dire che in Italia avvengono ogni anno qualcosa come 207 mila incidenti stradali, che cagionano, almeno stando ai dati in possesso forniti dalle Forze dell’Ordine circa 4.000 morti e quasi 300 mila feriti.

Per precisione occorre dire che i dati in possesso riguardo i morti sono in difetto, per la semplice ragione che si contano i decessi avvenuti nelle prime 24 ore. Il risultato è che un ferito grave che muore dopo le 24 ore, statisticamente fa parte della lista dei feriti. Ma non è questo l’oggetto dell’argomento stavolta. Guardiamo invece a quei quasi 300 mila feriti all’anno. Molti di questi sono feriti gravi, che dall’incidente hanno riportato una lesione permanente, ovvero, resteranno menomati per tutta la vita. Tutti questi feriti invece avranno riportato un trauma psicologico, che spesso è tanto più grave quanto maggiore è la gravità delle ferite subite, ma non sempre.

Un trauma psicologico si può subire anche dopo un sinistro più lieve, così come diversa è l’entità del trauma, qualche volta persino indipendentemente dalla gravità dell’incidente. Ma che traumi si subiscono dopo un incidente stradale?

Per molti e sono un buon numero di feriti della strada, il primo segno che qualcosa è cambiata nella loro vita, è l’impossibilità per queste persone di riprendere a guidare. Ad attanagliare queste persone è la paura di incorrere nuovamente in un sinistro, fatto questo che rende spesso la loro guida incerta e nervosa al punto da rischiare a loro volta di essere coinvolti in un nuovo incidente. Più grave è il caso in cui la vittima di un incidente, per lo più grave, sviluppi un senso di colpa difficilmente superabile, senza l’aiuto di specialisti psicologi, soprattutto se pensiamo a quei conducenti, coinvolti in un grave sinistro che ha cagionato decessi fra i passeggeri dell’auto che si guidava. Il fatto di essere rimasto in vita finisce per rappresentare la loro vera condanna.

Ne deriva che al danno fisico spesso si accompagna un danno di natura psicologica che la vittima di un sinistro, o l’artefice, sia pure involontario difficilmente riesce a superare, se non con l’aiuto di personale specializzato in grado di riportare, sia pure con sforzi e con la grande professionalità che in genere accompagna medici e psicologi, il tutto alla normalità o quasi. Resta il fatto che ancora oggi, se da una parte le tecniche riabilitative per quei danni fisici delle vittime della strada, hanno fatto passi avanti, restano ancora troppi i danni insuperati per coloro che hanno subito traumi di natura psicologica, traumi a volte di una gravità tale da modificare per sempre il destino di chi resta vivo dopo un incidente della strada.

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