lunedì 23 gennaio 2012

Mastopatia: quelle nodosità sotto le dita che fanno trasalire




Una doccia frettolosa, un'involontaria palpazione al seno, tanto basta ad una donna per trasalire in preda all'angoscia, alla semplice evidenza di un noduletto ad una mammella, immaginato come un tumore maligno al seno.


Per fortuna la paura di incorrere in una grave patologia neoplastica al seno è a volte infondata, ciò non significa che bisogna sottovalutare quelle nodosità o le eventuali piccole cisti che si apprezzano sotto le dita, tutt'altro, semmai bisognerà prendere coscienza del fatto che nella vita di una donna, le possibilità che eventuali formazioni anomale localizzate in una o su entrambe le mammelle facciano la loro comparsa, sono evenienze tutt'altro che rare.

Una cosa è certa, bene farà la donna a rivolgersi al medico di famiglia ogni qualvolta ravvisi un cambiamento della consistenza, della grandezza, o della struttura del proprio seno e ogni qualvolta avverta sotto le dita una formazione estranea.
Premesso ciò, cerchiamo di conoscere meglio e più nel dettaglio quelle manifestazioni a carico della ghiandola mammaria che si avvertono alla palpazione in maniera anche occasionale e che generalmente vanno sotto il nome di noduletti mammari. Anche in questo caso occorrerà ricordare che una donna fertile di tanto in tanto è soggetta ad andare incontro alla possibilità di piccole formazioni per lo più benigne che potenzialmente tendono a divenire nel tempo vere e proprie cisti. Queste possono localizzarsi  isolatamente, a gruppi, a grappolo, disseminate, per lo più fluttuanti. Tecnicamente ci si può trovare insomma di fronte ad una mastopatia fibroadenomatoso cistica che, al di là di quelle che saranno le cure disponibili per intervenire sul problema, per lo meno andrà attentamente valutata dal medico.
Pertanto, risulta importante stabilire le cause di queste mastopatie fibrocistiche che vanno ascritte all'attività dell'ovaio, tant'è che sopraggiunta la menopausa le possibilità di andare incontro ad una manifestazione di questo tipo si affievoliscono sempre di più. Tutto ciò, tuttavia, senza escludere in toto anche un'eventuale predisposizione della donna ad ammalarsi, in particolar modo se all'interno dello stesso nucleo familiare il problema sia condiviso anche da altre componenti.
Quando ci riferiamo alla mastopatia fibrocistica, parliamo di una patologia di natura sicuramente benigna, ma non dobbiamo al contempo non considerare che, pur in quanto tale, siamo pur sempre di fronte ad una patologia.  Tale riflessione è tanto più importante se consideriamo al contempo che la possibilità di andare incontro a cisti della ghiandola mammaria è aumentata laddove l'organo interessato dal problema sia al contempo esposto ad altre malattie, quali infezioni o infiammazioni, oppure se non tralasciamo di ricordare che in conseguenza di quest'ultimi stati patologici la possibilità di ammalarsi di cisti fibrocistiche non è per nulla esclusa. Ecco perchè una donna che scopra sotto le dita la presenza di noduletti di qualsivoglia natura dovrà informare il proprio medico di famiglia al fine di escludere eventuali malattie, oppure, intervenendo adeguatamente sulle stesse, qualora se ne accerti la presenza.
Rincuorerà sapere tuttavia che una mastopatia molto difficilmente si trasforma in una neoplasia maligna, ma non basta solo questo per tranquillizzare chi vi soffra, visto che la patologia non passa di certo inosservata. E, dunque, fastidio, malessere generale ed a volte dolore, fanno parte dei primi sintomi riferiti dalla paziente, ne consegue che anche una mastopatia andrà trattata adeguatamente con il ricorso alle terapie per lo più farmacologiche precedute da quel corollario di esami diagnostici, in primis l'ecografia e la mammografia, al fine di escludere altre malattie di norma più serie. Nel novero degli esami clinici da eseguire, rientrerebbe anche la biopsia mammaria, laddove l'esito degli accertamenti eseguiti in precedenza non offrisse un quadro chiaro per poter formulare una diagnosi certa e precisa.
Trattamento della mastopatia fibrocistica

Il trattamento della mastopatia fibrocistica si basa su quei farmaci sintomatici atti a limitare il dolore avvertito dalla paziente ed al contempo a ridurre l'infiammazione che si sia instaurata, dunque, il ricorso ai Fans diviene un momento importante della cura. A giudizio del medico si potrà anche confidare sull'apporto di altri antinfiammatori più specifici, compresi alcuni enzimi, che sfruttano la  loro capacità di ridurre l’edema andatosi a formare; ricordiamo la bromelina e l’escina che in qualche situazione, soprattutto di fronte a cisti di piccola portata, possono, combinandosi con i fans, dare il loro contributo nella soluzione del problema. In questa logica trova ragion d'essere anche il cortisone, potente antinfiammatorio per eccellenza, con l'avvertenza che nessun farmaco, men che meno il cortisone, andrà assunto senza prescrizione medica, ricordando oltretutto gli effetti collaterali che l’uso prolungato dei cortisonici determinano nel tempo. Eventuali ormoni da somministrarsi caso per caso, molte volte possono ricondurre lo stato patologico verso una remissione della sintomatologia e della stessa  eventuale malattia che l'abbia determinata.
Il ricorso all'intervento chirurgico è riservato a quei casi dove la farmacologia non ha sortito i risultati sperati, o in quelle circostanze che abbiano comportato eventuali danni agli organi vicini “disturbati” dalla presenza di queste formazioni. Ci riferiamo ad interventi per lo più semplici che riportano il tutto alla normalità in breve tempo e che quasi sempre preservano intatta la struttura dell'organo dove si sia intervenuti.
Ragion per cui, una donna che allo specchio o sotto le dita avverta la presenza di una formazione estranea, ciò al di là della normale prevenzione posta in essere, dovrà recarsi il prima possibile dal proprio medico senza alcun indugio e con lui trovare la soluzione all’eventuale problema insorto.

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