domenica 12 febbraio 2012

Bambini: mai trascurare il loro mal di pancia


Che i bambini facciano i capricci per andare a scuola adducendo il mal di pancia come la ragione per sottrarsi ai propri doveri, è un fatto noto, ma è forse un po’ meno noto che i bambini vanno incontro, eccome, a disturbi digestivi di diversa natura, anche se la maggior parte delle volte gli episodi gastrointestinali dei piccoli si risolvono in breve tempo senza particolari problemi. Ma l’alta casistica di patologie gastroenteriche dei piccoli dovrà abituare da una parte i genitori a non trascurare mai alcuna patologia e, nello specifico, quelle a carico del digerente e dall’altra, indurre i bambini a dire sempre la verità sul proprio stato fisico per evitare, quando serve, di non essere presi sul serio dagli adulti. Tale premessa c’entra poco con quello che è definito un vero e proprio “boom”di gastroenteriti stagionali in pediatria, per la semplice ragione che tali patologie sono così violente che lo stato fisico del bambino risulta tanto provato da non poter minimamente rischiare di confondere la malattia con i capricci del bambino.



Parliamo di una infezione virale che riguarda una popolazione di bambini estesissima in tutto il mondo e che spesso si somma alle epidemie influenzali che a volte si
riverberano anche a livello intestinale con conseguenze che nei piccoli possono avere esiti qualche volta persino estremi. Tali esiti infausti non sono tanto dovuti all’aggressività del virus, di norma si parla di Rotavirus, semmai alla disidratazione cui va incontro il piccolo a seguito del vomito, della sudorazione profusa causata dalla febbre e dallo stato di agitazione del piccolo e della diarrea. Poiché i bambini, come del resto anche gli anziani, per altri motivi, sono particolarmente sensibili ad un’ abbassamento della quota di liquidi nell’organismo, al punto di rischiare di morire quando tale stato perdura per qualche ora, i genitori dovranno prestare la massima attenzione a qui casi dove la sintomatologia della gastroenterite, come detto, vomito, diarrea, spesso febbre, non si arresti immediatamente, in questi casi, la visita ad un pronto soccorso pediatrico è la cosa più sensata da farsi, proprio per ripristinare quei liquidi persi e riportare la situazione alla normalità.





 "Il rotavirus – spiega Carlo Giaquinto, responsabile del Servizio di Malattie Infettive
pediatriche del Dipartimento di Pediatria di Padova – è la causa più comune di gastroenterite grave nei neonati e nei bambini piccoli di tutto il mondo. Colpisce praticamente tutti i piccoli entro i primi 5 anni, con episodi ripetuti di diarrea e vomito, ed è la causa più frequente di ricovero nell’infanzia. Se vogliamo tradurre queste prime considerazioni in numeri, ogni anno in Europa si verificano 3,6 milioni di episodi dovuti a rotavirus nei 23,6 milioni di bambini sotto i 5 anni di età. In Italia questo significa che interessa oltre 400.000 bambini". "Il virus – aggiunge Giovanni Gabutti Ordinario di Igiene all'Università di Ferrara – è molto contagioso, si trasmette con grande facilità e può sopravvivere a lungo nell’ambiente.Nella stagione invernale poi si può confondere con una normale dissenteria, mentre invece è particolarmente aggressivo". Attualmente – dice ancora Giaquinto - sono due i vaccini a nostra disposizione, da somministrare in due o tre dosi a seconda del tipo. Il grosso vantaggio dei vaccini antirotavirus è la via di somministrazione: a differenza degli altri vaccini che sono iniettivi, questi si prendono come un fermento lattico, per via orale. La loro efficacia e il profilo di sicurezza sono state dimostrate da numerosi studi clinici che hanno coinvolto per ciascun vaccino almeno 60.000 neonati". Questi trial hanno dimostrato che la somministrazione nei primi sei mesi di vita ha avuto un’efficacia di oltre il 90% contro i casi più gravi di gastroenterite da rotavirus.



"La vaccinazione – conclude Giaquinto - è l’unica misura in grado di agire in modo significativo sull’incidenza globale della gastroenterite da rotavirus. Evitando la maggior parte delle forme gravi, nella realtà italiana e dei Paesi industrializzati può presentare vantaggi per la qualità della vita del bambino e dei familiari.
In Belgio ha ridotto in un anno
dell’80% i ricoveri dei bambini. In Italia purtroppo, pur essendo fortemente raccomandata dalle società pediatriche nazionali e internazionali, la vaccinazione non è offerta in maniera attiva e gratuita sul territorio, tranne in alcun i casi sporadici".


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