mercoledì 7 marzo 2012

Aulin: nuove limitazioni per la Nimesulide



Quando fu presentata sul mercato, la Nimesulide, che tutti conosciamo meglio col nome commerciale di Aulin, parliamo di qualcosa come venticinque e più anni fa, si ebbe l’impressione di trovarsi di fronte ad una sorta di panacea contro tutti i dolori osteoarticolari, comprese quelle manifestazioni dolorose croniche o transitorie dove il farmaco svolgeva e svolge ancora, valida azione come analgesico. In effetti la Nimesulide non ha mai tradito l’antico compito di fans avanzato, solo il tempo però è riuscito a dimostrare che la molecola non era per nulla scevra da effetti collaterali anche di un certo impegno.


Ne deriva che dopo i divieti ad utilizzare la Nimesulide in certi Stati del Nord Europa, laddove il farmaco è liberamente venduto, sia pure dietro presentazione di ricetta medica, è stata prevista da recente una nuova limitazione d’uso, ovvero, la Nimesulide non potrà più essere prescritta per l’osteoartrite e ciò dovrà essere chiaramente indicato anche nel nuovo foglietto illustrativo interno che accompagna il farmaco.
Ne deriva che la Nimesulide, non importa sotto quale nome commerciale verrà venduta, si potrà utilizzarla solo contro il dolore acuto ma che si presume di breve durata, ad esempio, il mal di denti, l’occasionale mal di testa, la dismenorrea primaria, tanto per citare qualche caso. Ma c’è di più, secondo l’Agenzia europea del Farmaco, la sostanza non dovrà essere prescritta dal medico come primo farmaco di scelta, ma solo dopo aver constatato come l’utilizzo di altri fans, ritenuti più leggeri, non abbiano sortito l’effetto auspicato.  Ma perché tante limitazioni nei confronti di una molecola che resta pur sempre molto efficace nel combattere i disturbi per la quale è nata?

Secondo gli studi che sono stati eseguiti negli anni, la Nimesulide a lungo andare, creerebbe potenziali danni epatici, lo dimostra la presa di posizione che l’Agenzia Europea del Farmaco aveva assunto nel 2007, sottolineando la necessità di non utilizzare mai il farmaco per più di 15 giorni consecutivi, tant’è che le confezioni di vendita non potevano superare le 15 dosi. Poi è seguita la seconda indicazione quella stabilita da una apposita circolare del 2010, che prevedeva che la Nimesulide potesse essere prescritta come farmaco di seconda scelta e non di prima.

L’esclusione dell’indicazione per l’osteoartrite pone, secondo Altroconsumo, di nuovo il problema delle confezioni: “Con questa nuova restrizione all’uso prolungato, ci chiediamo cosa ne sarà degli attuali formati da 30 dosi, non giustificati da un uso conforme alle raccomandazioni, cioè molto limitato nel tempo e per condizioni acute, non croniche, come nel caso dell’osteoartrite”, spiega l’associazione.
Alcune raccomandazioni possono essere ricordate: è possibile acquistare nimesulide solo con ricetta medica non ripetibile: il farmaco va assunto subito dopo i pasti; bisogna avvisare il medico in caso di sintomi di sofferenza epatica quali spossatezza, nausea, anoressia, vomito, dolori addominali; è sconsigliato ai bambini, alle donne in gravidanza e allattamento, alle persone con problemi di fegato o con precedenti di emorragia gastrointestinale e ulcera peptica.
Fonte: Altroconsumo

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