venerdì 2 marzo 2012

Farmaci antinfiammatori: l'uso prolungato ed eccessivo causa ictus



Altra doccia fredda per coloro che assumono troppi farmaci con estrema leggerezza. L’uso continuo ed eccessivo di antinfiammatori, siano essi i tradizionali fans, a partire dall’Aspirina, siano essi i fans di ultima generazione, gli inibitori selettivi della Cox-2, potrebbero indurre nel tempo non solo malattie gravi come l’ictus e l’infarto, ma anche vere  e proprie turbe del ritmo, come accade con la fibrillazione atriale.


Vorrà dire che da adesso in poi, dovremo tenerci il mal di testa, oppure il dolore articolare che ci leva il fiato? Assolutamente no, semmai la ricerca di cui parleremo e che ci palesa quanto detto in premessa, è importante per far capire che i farmaci sono sostanze chimiche utili, indispensabili a volte, ma che vanno assunti con giudizio e, dunque, su indicazione del medico e per il tempo strettamente necessario per risolvere il problema e anche su quest’ultima necessità, a stabilire la durata del trattamento deve essere solo il curante.
Ma cosa dice la ricerca cui abbiamo fatto cenno?
Secondo uno studio danese pubblicato sul British Medical Journal, i fans, di prima e di seconda generazione se assunti in grande quantità e per periodi prolungati aprirebbero la strada alla fibrillazione atriale, un’anomalia del ritmo cardiaco che alla lunga può essere essa stessa causa di ictus. Per giungere ad affermare ciò, un team di
ricercatori, guidato dal professor Henrik Toft Sorensen dell'Aarhus University Hospital in Danimarca, ha utilizzato il registro nazionale danese per identificare 32.602 pazienti con una prima diagnosi di fibrillazione atriale giunta tra il 1999 e il 2008. Ogni caso è stato confrontato con 10 soggetti di controllo, compatibili per età e sesso e selezionati in modo casuale nella popolazione danese. La conclusione è stata che tale rischio aggiunto all’uso del farmaco è maggiore del 40% in chi assume fans di prima generazione e, addirittura, si eleva fino al 70% in chi utilizza fans di seconda generazione. Tale pericolo
sarebbe più alto nelle persone anziane, mentre i pazienti con
malattia renale cronica o artrite reumatoide sono risultati particolarmente a
rischio all'inizio del trattamento con Cox-2 inibitori.


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