venerdì 30 marzo 2012

Gravidanza: gli esami consigliati dai medici


Che la gravidanza sia un fatto naturale è del tutto ovvio, che con la gravidanza la donna possa incorrere in determinate malattie che spesso la stessa maternità è in grado di slatentizzare è un fatto meno scontato, senza considerare che, a volte ed in soggetti particolarmente predisposti, proprio la gravidanza apre la strada a manifestazioni patologiche psicosomatiche la cui causa è ben rappresentata dall’ansia di tipo patologico.


Se, dunque, in nessun caso dovrà essere considerata la gravidanza una patologia, semmai una condizione della vita di una donna, non possiamo neanche immaginare che un momento tanto delicato per il sesso femminile non venga attentamente monitorato prevedendo il ruolo centrale che la prevenzione dovrà avere per garantire la salute della donna e del bambino che porta in grembo. Ne deriva che sarebbe sempre auspicabile che ogni nuova gravidanza fosse programmata, potendo così prevedere al meglio l’andamento della stessa sulla base delle condizioni psicofisiche della futura mamma.

In un’epoca in cui oltretutto la scienza medica ha raggiunto un grado di perfezione tale da poter assicurare il massimo benessere possibile  al riparo dalle malattie più gravi, sembrerebbe del tutto anomalo non fare la stessa cosa di fronte ad una gravidanza, stante le possibilità diagnostiche offerte oggi dalla moderna medicina.

Gli esami indispensabili in gravidanza

E’ proprio la gravidanza spesso a rappresentare una buona occasione per scoprire
alcune patologie fino a quel momento passate in sordina, prive come sono, almeno al primo manifestarsi, di importanti segnali che le contraddistinguono. Una di queste malattie, per altro fra le più insidiose, è il diabete cui sovente la donna fa la conoscenza proprio coi primi esami di routine cui si sottopone appena appreso lo stato di gravidanza. Ma non è solo questa la patologia silente che può coesistere in una persona in condizioni di apparente normalità. Pensiamo all’anemia, una condizione clinica cui, oltretutto, la donna fa i conti già nel proseguo della gravidanza, così come la stessa importanza viene rivestita dalle infezioni localizzate qua e là nei diversi distretti dell’organismo alle quali si era fatto poco caso fino a quel momento. Ne deriva che, senza volerlo, da una parte l’avvio di una gravidanza diviene un momento importante di prevenzione verso patologie cui si sarebbe addivenuti in maniera tardiva, ma è la condizione stessa a rappresentare un utile momento di cura per tante patologie, fra quelle appena viste.

Ne deriva che in sede di gravidanza diviene essenziale il laboratorio di analisi che opererà per tutti e nove mesi in stretto contatto con lo specialista che prende in carico la paziente e che continuerà la propria opera nei primissimi periodi dopo il parto. Ciò avviene sia nel caso in cui la donna sia affrancata da quelle patologie dall’esordio silente, sia nel caso in cui tali patologie si siano già fatte strada nell’organismo della futura mamma, al fine di poterle controllare senza che esse rappresentino un pericolo per la donna e per il bambino.

Oggi nei protocolli diagnostici figurano importanti esami clinici quali il controllo dell’emocromo, della glicemia, dell’azotemia, della colesterolemia, dei trigliceridi,
dei valori di creatinina ed emoglobina,
entrati a gran titolo fra le analisi di rito da effettuarsi all’inizio e durante una qualsiasi gravidanza, compreso l’ovvio test che la donna effettuerà quando abbia sospetto di una possibile maternità. Tale test si pratica al primo ritardo mestruale e consiste in un pratico esame che la donna può gestirsi da sola una volta che abbia acquistato in farmacia l’apposito Kit già predisposto. Con tale test si ricerca il valore di HGG, riscontrabile nelle urine. Quando tale valore si eleva, fatto che avviene nei primi tre mesi di gravidanza, le possibilità di essere rimaste incinta sono altissime. A completamento del primo valore si può agire con un esame del sangue definito Beta HGG.


Esame delle urine

L’esame delle urine di una donna gravida è essenziale anche per monitorare lo stato degli organi genitourinari e non solo. Per quanto concerne l’eventuale possibilità che vi siano infezioni a carico delle vie urinarie si ricorre all’antibiogramma e all’urinocultura capaci di smascherare non solo la possibilità di eventuali cistiti, pieliti etc., ma viene offerto al medico un utile indizio per agire con gli antibiotici laddove tali infezioni siano già in atto. Ma c’è di più, l’attenzione dello specialista è quanto mai puntata anche sull’eventualità si riscontrassero tracce di sangue nelle urine, segno di un’eventuale calcolosi della paziente, cui si aggiunge lo studio delle proteine nelle urine, compresa la possibilità di diagnosticare per tempo un’eventuale gestosi, una condizione che compare nella seconda metà della gravidanza e che si evidenzia con una sindrome caratterizzata da ipertensione arteriosa, perdita di proteine con le urine (proteinuria) ed edemi alle caviglie. Tale sindrome, dovrà essere diagnosticata proprio con la ricerca delle proteine che vengono escrete con le urine in un intervallo di tempo di 24 ore.

Le stesse urine rappresentano un prezioso indizio diagnostico nel caso di un diabete scompensato, laddove si riscontrasse glucosio, anche perché, in questo caso, si tratterebbe di stabilire se siamo di fronte ad un vecchio diabete di cui la donna abbia sofferto da tempo o di quello che si definisce diabete gestazionale, una situazione che può conclamarsi proprio con la gravidanza.

L’interpretazione degli esami del sangue in gravidanza 

Si parte con la ricerca del Gruppo Sanguigno e relativo fattore RH, per continuare con il test di Coombs, indispensabile
per
verificare eventuali incompatibilità fra madre e figlio che potrebbero determinare la lisi dei globuli rossi. Fondamentale l’emocromo in grado di palesarci i valori circa la quantità, la forma e la resistenza dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine ematiche deputati ai processi di coagulazione. Ed è proprio l’emocromo a evidenziarci con una certa frequenza la possibilità che la donna sia anemica.

Altro dato importante è quello rappresentato dalla sideremia, atta a stabilire se l’eventuale anemia possa correlarsi con la scarsa concentrazione di ferro ematico. Tale esame si associa anche all’elettroforesi emoglobinica, che solitamente viene richiesta con lo stesso prelievo di sangue, che ci indica l’eventuale presenza di anemia mediterranea, diffusa in molte regioni d’Italia. Un altro esame è connesso al grado di funzionalità renale, stiamo parlando della creatininemia, cui seguono valori come quelli espressi dalle transaminasi, GOT e GPT, per evidenziare lo stato del fegato, seguito dalla ricerca dell’Antigene Australia, nel caso si sia incorsi nel virus dell’epatite B, associato ad un altro esame quale l’ Anti-HCV, ci da la possibilità di capire se vi sia traccia del virus C dell’epatite, così come quello studio relativo alla ricerca degli anticorpi Toxo Test, contro la Toxoplasmosi, altri esami per la ricerca di virus o anticorpi con tali agenti patogeni: Rubeo test, ( rosolia ), CMV ( citomegalovirus ) anti Herpes simplex o Zoster, Anti-HIV ( virus AIDS ). A tutto può seguire, su richiesta del medico, il tampone vaginale che di norma è in grado di evidenziare eventuali infezioni di natura ginecologica. In gravidanza talora lo specialista richiede anche il Pap Test, esame questo che potrà effettuarsi  se sussistono le condizioni di garanzia per l’incolumità del feto.

 Secondo il competente Ministero della Salute, queste solo le analisi ammesse dal S.S.N a totale carico dello stesso durante una gravidanza

 All’ inizio della gravidanza, possibilmente entro la 13esima settimana, e comunque al primo controllo:


• Emocromo
• Gruppo sanguigno AB0 e Rh
• Test di Coombs indiretto: in caso di donne Rh negativo il test dee essere ripetuto ogni mese
• Transaminasi (AST e ALT)
• Anticorpi anti virus Rosolia: in caso di IgG negative, controllo entro la 17esima settimana
• Anticorpi anti Toxoplasma: in caso di IgG negative ripetere ogni 30-40 giorni fino al parto
• Anticorpi anti Treponema Pallidum (agente causale della Sifilide)
• Anticorpi anti HIV (virus responsabile dell’ AIDS)
• Glicemia
• Esame urine completo
• Ecografia ostetrica


Tra la 14esima e la 18esima settimana:

Esame urine completo
Tra la 19esima e la 23esima settimana:
Esame urine completo
Ecografia ostetrica
Tra la 24esima e la 27esima settimana:
Glucosio
Esame urine completo


Tra la 28esima e la 32esima settimana:
Emocromo
Ferritina: in caso di riduzione del volume globulare medio
Esame urine completo
Ecografia ostetrica
Tra la 33esima e la 37esima settimana:
Antigene del virus dell’ Epatite B - HBsAg
Anticorpi anti virus dell’ Epatite C - HCV
Emocromo
Esame urine completo
Anticorpi anti HIV in caso di rischio anamnestico
Tra la 38esima e la 40esima settimana:
Esame urine completo


Dalla 41esima settimana:
Ecografia ostetrica: su specifica richiesta dello specialista
Cardiotocografia: su specifica richiesta dello specialista; se necessario, monitorare fino al parto.
Esame colturale dell’ urina (urinocoltura):
è indicata ogni qual volta dall’ esame urine risulti una batteriuria significativa.


In caso di minaccia d’ aborto

sono da includere tutte le prestazioni specialistiche necessarie per il monitoraggio dell’ evoluzione della gravidanza.

 



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