domenica 4 marzo 2012

Morbo di Parkinson: scoperta nuova forma


Può un nutriente come il manganese, necessario nel metabolismo di proteine e zuccheri e dunque partecipare alla giusta formazione di ossa e muscoli, provocare una particolare forma di Parkinson?
I ricercatori ne sarebbero convinti, senza per questo criminalizzare questo metallo che si ricava da molti cibi, dalla frutta fresca a quella secca, dalla verdura a foglia verde fino al tè e, poiché il manganese è presente in larga parte degli enzimi del nostro organismo, la sua presenza risulta fondamentale per il buon funzionamento degli ormoni, del sistema immunitario oltre a partecipare alla corretta formazione del sangue.


Tuttavia, in soggetti che per lavoro vengono continuamente a contatto con particolari sostanze chimiche o raffinano proprio il manganese stesso, sono stati osservati disturbi neurologici assimilabili al Morbo di Parkinson.

Ma la notizia oggi è anche un’altra, ovvero, che casi di Morbo di Parkinson si sono osservati anche in persone che non provvedevano all’estrazione del metallo, segno evidente che si può incorrere in una patologia assimilabile al Parkinson, tanto da definirla una nuova forma di Parkinson, quando il manganese in eccesso nel nostro organismo non si riesce ad espellerlo naturalmente.

Ad addivenire a questa conclusione sono stati ricercatori del policlinico universitario del Santa Maria alle Scotte di Siena. La novità si deve allo studio realizzato dall'équipe di ricercatori coordinati dal professor Antonio Federico, direttore della Clinica neurologica e malattie neurometaboliche del policlinico senese, in collaborazione con specialisti dell'Università di Rotterdam. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica "American Journal of Human Genetics".

Secondo gli scienziati l’eccesso di manganese è dovuto all’impossibilità dell’organismo di far fuori le quantità del metallo che non servono, in questo modo producendone l’accumulo. La ragione  di tutto ciò potrebbe essere individuata in una causa genetica. "Abbiamo scoperto questa nuova forma", ha spiegato il professor Federico, "in due fratelli, in cui è stato evidenziato un eccesso di manganese secondario a una mutazione di una proteina responsabile del trasporto del manganese, sostanza essenziale a numerosi processi metabolici, ma che può diventare tossica in quantità eccessiva".

Entrambi i fratelli sui quali si sono concentrati i ricercatori, erano soggetti adulti affetti da parkinsonismo e distonia, e successivamente ha interessato anche alcuni componenti di una famiglia olandese. "Il passo successivo alla scoperta", ha detto ancora il professor Federico, "è stata la messa a punto di una terapia capace di eliminare il manganese in eccesso e che ha determinato un notevole miglioramento della sintomatologia clinica della malattia".

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