giovedì 17 maggio 2012

Depressione post partum: i sintomi anche lontano dal parto



Parlando di depressione post partum si è indotti a pensare che tale condizione patologica si palesi soltanto immediatamente dopo il parto. Eppure, così non è, la depressione post partum può presentarsi a distanza di qualche settimana dal lieto evento, qualche donna riferisce di averne sofferto addirittura dopo mesi dal parto e qualche altra a distanza anche di un anno. Una cosa è certa. Chi soffre di tale patologia, indipendentemente dal tempo intercorso fra la nascita del bambino e la condizione patologica, dovrà trattarla adeguatamente e tempestivamente.

Resta tuttavia il fatto che è ancora opinione diffusa da parte di un certo tipo di cultura che la depressione post partum non esiste se non nell’atteggiamento in qualche modo deviato della donna che pare accusare i sintomi solo per mettersi al centro dell’attenzione e non perché davvero ammalata. Ne consegue che, sempre secondo tale orientamento, dovrà essere la neo mamma stessa a sapere come risolvere il suo stato d’animo, con la sola forza di volontà.

Ovviamente così non è, visto che stiamo parlando di una delle più insidiose patologie mentali, per fortuna risolvibili, cui la donna può andare incontro nel corso della sua vita. Semmai diverso dovrà essere l’approccio alla malattia in base alla gravità dei sintomi accusati dalla singola paziente. Un trattamento importante ad esempio prevede il ricorso ai farmaci antidepressivi per i quali tuttavia esistono delle limitazioni, allorquando si apprende della possibilità che tali presidi farmacologici possano migrare nel latte materno. Una condizione oggi questa non assoluta, attesa la maggiore maneggevolezza di tante molecole farmacologiche moderne.

I nuovi trattamenti non farmacologici

Senza voler destituire d’importanza il ruolo dei farmaci, ricordiamo anche l’apporto determinato da un trattamento non farmacologico che va sotto il nome di counselling, che si avvale dell’apporto professionale di operatori specializzati che svolgono la loro opera al domicilio del paziente. A questo trattamento se ne aggiungerebbe anche un altro che mira a mettere in contatto telefonico sempre più donne afflitte dal problema, con la convinzione che tanto più seguito e diffuso il problema sarà e, soprattutto condiviso, quanto più rapida sarà la stessa guarigione.

Tali trattamenti riservati alle forme più lievi di depressione post partum sono di derivazione anglosassone e prevedono una seduta terapeutica a casa della paziente della durata di un’ora circa mediante una cura complessiva che avrà la durata di un paio di mesi. I riscontri fin’adesso ottenuti con tali trattamenti hanno evidenziato il ruolo benefico del counselling, in qualche caso sovrapponibile a quello sortito con i farmaci.

Degno di nota anche un altro trattamento definito ” da madre a madre “ e che consiste nel mettere in contatto fra di loro donne che hanno vissuto o che stiano vivendo la depressione post-partum. Tale percorso terapeutico parrebbe essere ottimale soprattutto per il proprio ruolo detenuto del tipo preventivo laddove si sospetti una positività per la malattia ancor prima del suo conclamarsi. L’approccio ” da madre a madre ” si è dimostrato fruttuoso in quanto una valida soluzione dimostrata del problema, avendo anche evidenziato un altro aspetto positivo di tale trattamento, ovvero, il contrasto alla solitudine dell’ammalato, condizione quest’ultima che va ad aggravare la depressione laddove questa diventi una costante all’interno della quale vivano il disagio le donne affette dalla patologia, soprattutto mamme per la prima volta. Occorre dire, anzi ribadire, che di depressione post partum si guarisce quasi sempre, purchè sia la neo mamma, che il neo papà e le persone che circondano la nuova famiglia formata, si rendano conto dell’importanza di questa patologia che, nei casi limiti, in assenza di qualsivoglia cura,  ha conseguenze tragiche per madre e figlio.

 



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