lunedì 14 maggio 2012

Spray nasali: prima di prenderli consultate il medico





Per chi soffre di riniti allergiche o malattie da raffreddamento i decongestionanti nasali divengono veri e propri toccasana, resta però il fatto che parliamo di farmaci e, anche se venduti come prodotti da banco, in alcuni casi come farmaci di Fascia C, presentano i loro limiti, che non sono di poco conto, rappresentati dagli effetti collaterali e dalle interazioni con altre sostanze farmacologiche.



Ne deriva che a prescriverli dovrebbe anche in questo caso essere il medico, ma si sa, chi ha la spiacevole sensazione di naso chiuso finisce con il consultarsi con il vicino di casa, con il parente che usa un decongestionante nasale o al massimo col farmacista, ma chiedere consigli al medico per l’utilizzo o meno di queste sostanze pare del tutto
superfluo. A complicare il tutto ci si mette anche una pubblicità che in qualche periodo dell’anno diviene martellante e il risultato è che si acquistano decongestionanti nasali come fossero caramelle per l’alito.


Eppure questi farmaci hanno potenti principi attivi che agiscono in maniera diversa a seconda della sostanza presa in esame, di norma capace di agire come un vasocostrittore a livello di quei vasi sanguigni che a causa di fenomeni irritativi, raffreddore, riniti allergiche e quant’altro, si dilatano ostruendo il passaggio dell’aria, rendendo la respirazione difficoltosa, per non contare l’evidenza del fatto che il paziente, costretto a respirare con la bocca, finirà per esporsi al rischio di altre infezioni orali,come questa, clicca          qui. Da questa semplice osservazione si capisce bene che i decongestionanti nasali hanno eccome la loro ragion d’essere, visto che di fronte alle patologie citate liberano il paziente per molte ore al giorno dai sintomi peggiori annessi alle riniti grazie a molecole quali l’ossimetazolina, la xylometazolina, tanto per citare quelle che ci vengono per prima in mente, ma ne esistono tante altre. Così come c’è anche da ricordare che esistono preparati da somministrarsi da soli o associati a farmaci quali i corticosteroidi nel caso si faccia riferimento a  patologie più specifiche, che impiegate da due a tre, quattro volte al giorno, riducono il sintomo.

Ma se dunque i decongestionanti nasali sembrano offrire una soluzione al problema senza troppi sforzi, perché tanta
precauzioni nell’assumerli? Perché spesso proprio tale vasocostrizione ha effetti sistemici sull’organismo, perché causa di per sé di una lieve ipertensione arteriosa, già nei soggetti sani, ma in quelli già affetti da questa condizione clinica e, per di più, in cura per questo, l’ipertensione che si determina è tutt’altro che insignificante, potendosi assistere, talora, a vere e proprie crisi ipertensive in questi pazienti. Alla lunga, inoltre, tali preparati possono provocare gradi diversi di assuefazione che, nello specifico, determinano nel paziente che li assume una sorta di dipendenza al punto che quando non assunti il paziente riferisce di non riuscire a respirare bene. Non mancano infine casi in cui si è palesato un danno alle ciglia del tappeto nasale che hanno richiesto l’allontanamento del farmaco e l’istituzione di una terapia adeguata.

Per evitare, dunque, che col tempo ci si abitui a curare il sintomo e non la causa che l’abbia originato, così come al fine di escludere eventuali problemi annessi all’uso di queste sostanze, l’invito è sempre quello, parlare col medico sull’opportunità di ricorrere al decongestionante nasale lasciando al curante la scelta della molecola ritenuta più adatta per il nostro inconveniente.

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