martedì 12 giugno 2012

Morbo di Alzheimer: un semplice esame del sangue per rivelarlo




 
Il Morbo di Alzheimer resta fino adesso una delle patologie più gravi e di difficile diagnosi. Ma al di là della gravità della patologia, in aggiunta al fatto che fino a qualche decennio fa la diagnosi era solamente presuntiva poiché non esisteva alcuna possibilità di diagnosticare la malattia in vita, oggi, in aggiunta a tutte le tecniche diagnostiche in grado di scoprire la malattia, c’è un semplice esame del sangue in grado di palesarci la progressione del morbo.

A questo risultato sono giunti ricercatori della John Hopkins University che avrebbero messo a punto un particolare esame in grado di quantificare il grado di progressione del Morbo di Alzheimer. Per giungere a ciò ci si basa su due indicatori, al variare dei quali è possibile misurare il progressivo declino cognitivo del paziente.

Lo studio che ha portato a ciò è stato fatto su un campione di 120 pazienti ai quali era stata diagnosticata la malattia. Secondo Michelle Mielke, assistente docente di psichiatria, quando il malato mostrava una progressione più lenta del morbo, i livelli ematici di ceramide, il particolare composto grasso rilevato nel sangue, erano bassi, mentre quelli di sfingomielina erano elevati.Entrambi i composti sono presenti in tutti gli individui. L’elevata concentrazione di ceramidi ci danno l’idea delle condizioni delle cellule cerebrali, al punto che un’elevata concentrazione di ceramidi apre la strada alla morte cellulare e alle infiammazioni in atto.

La ricerca pubblicata  sul Journal of Alzheimer, ci esplica chiaramente il ruolo importante dato dall’osservazione di questi due grassi nel sangue, la cui variazione degli uni e degli altri  è indice quasi certo della progressione della malattia.

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