venerdì 1 giugno 2012

Morte improvvisa del neonato: forse scoperta la causa


Un evento che si verifica, per fortuna raramente, ma che è tuttavia possibile e che ovviamente getta nella disperazione quei genitori di bambini in tenerissima età deceduti per la sindrome da morte improvvisa del lattante, una patologia estrema e che in parte è ancora oscura alla medicina, nonostante le tante ipotesi che, tuttavia, avvicinano alla prevenzione. Una possibilità che sta prendendo sempre più corpo nel mondo scientifico, al di là delle cause che stanno ala base della patologia, è che l’allattamento al seno possa proteggere la vita del lattante contro questa temibile Sindrome.

Gli studiosi sono sempre più concordi nel ritenere che tale protezione è ancora più alta quando il latte materno è l’unica fonte di cibo per il lattante. Oggi si giunge persino ad affermare che laddove la mamma allatti il proprio figlio, la possibilità di incorrere nella Sindrome da morte improvvisa del lattante (SIDS), possa addirittura abbassarsi del 45%. Se il latte materno è l’unico nutrimento per il lattante, la protezione potrebbe salire fino al 75%.

Per allattamento al seno intendiamo anche la durata che questo deve avere nei primi mesi del bambino, dai quattro ai sei mesi, continuando fino al primo anno d’età del piccolo, come previsto dalle linee guida dell'American Academy of Pediatrics ( AAP ).

Sulla possibilità di ridurre la Sindrome da morte improvvisa del lattante si sono fatti diversi studi e notati altri fattori che possono aggiungersi, ai fini della protezione del bambino, all’allattamento al seno della madre da parte del piccolo senza mai escluderlo, se non è del tutto necessario. Tali fattori sono ad esempio rappresentati dall’utilizzo del ciuccio, dal soggiorno del bambino nella stessa stanza coi genitori, ma non nello stesso letto.

Ne deriva  che l'allattamento al seno sia di per sé protettivo e non semplicemente un marker di altri fattori potenzialmente protettivi, quali l'assenza di esposizione al fumo o fattori sociodemografici.
( Xagena2011 ) Fonte: Pediatrics, 2011 Gyne2011 Pedia2011

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