lunedì 16 luglio 2012

Cataratta: perchè ci si ammala, come si guarisce



Sono cambiati eccome i tempi nei confronti di patologie come quella rappresentata dalla cataratta, che un tempo costringevano il paziente a ricorrere al chirurgo con un intervento effettuato in narcosi, non del tutto privo di eventuali inconvenienti, sostituito oggi da un intervento rapido, indolore ed eseguibile in anestesia locale ed in day hospital. D’altro canto, ora come allora, se la cataratta non viene adeguatamente trattata, il rischio certo è quello di andare incontro alla cecità

Sarebbe interessare sapere a questo punto cosa sia mai la cataratta e perché ad un certo punto della propria esistenza si vada incontro a questo problema. Iniziamo col dire che la cataratta altro non è che l’annebbiamento del cristallino con la conseguenza per il paziente di avere una graduale difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti, fino a giungere alla cataratta vera e propria, un evento quasi ineluttabile e comunque progressivo.

Ci sono tuttavia alcuni fattori esterni che, età a parte, accelerano la comparsa dei sintomi. Il fumo è uno di questi, la dieta non del tutto ideale praticata e lo stesso diabete. Anche alcuni farmaci come il cortisone a dosaggi alti e assunto per un periodo prolungato, può favorire la malattia, così come ultimamente sul banco degli imputati, colpevoli di accelerare il fenomeno, sono anche finite le statine, quei farmaci nati inizialmente col solo scopo di abbassare l’eccesso di colesterolo nel sangue. Poi esistono forme di cataratta congenita la cui diagnosi è fatta alla nascita e che vanno trattati nell’immediato. 

La sintomatologia della cataratta è facile da descrivere, si comincia con la perdita della capacità di vedere con nitidezza, situazione questa che si manifesta in modo graduale. Tuttavia, esistono forme di cataratta che si manifestano in un lasso di tempo lunghissimo, al punto che il paziente, pure essendo affetto dalla malattia per anni non si accorge del suo esordio. La diagnosi viene affidata al medico oculista che studio il fundus dell’occhio e con una speciale lampada riesce a valutare non solo l’esistenza della patologia ma le sue reali dimensioni e lo stato. 

L’intervento chirurgico è affidato agli ultrasuoni che bombardano il vecchio cristallino e successivamente si passa all’introduzione della nuova lente intraoculare in plastica speciale. Il laser può anche essere utilizzato, ma non nella cura della cataratta, semmai per correggere eventuali opacizzazioni cui sia andato incontro il cristallino.
 

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