venerdì 6 luglio 2012

Leucemia linfatica cronica: interessante l'impiego di un nuovo farmaco


Un farmaco cui molti malati ripongono una certa fiducia, è il Rituxan, principio attivo rituximab, già in qualche caso attivo contro la sclerosi multipla recidivante remittente (RRMS) ed ultimamente efficace anche contro la leucemia linfatica cronica, al punto da ricevere il via libera dalla FDA americana per l’utilizzo.

La caratteristica di Rituxan è quella di agire sia nel caso in cui il paziente sia stato trattato con farmaci antitumorali, in considerazione del fatto che la molecola farmacologica sarebbe in grado di reagire con molecole del calibro di fludarabina e ciclofosfamide, entrambi agenti chemioterapici utilizzati nella cura di molte neoplasie, sia che il paziente non abbia ancora iniziato alcun tipo di chemioterapia antiblastica.

Tale azione del Rituxan conforta non poco, infondendo nuove speranze in quei malati già in cura per la malattia o che si scoprono affetti da essa e non abbiano iniziato alcun percorso terapeutico. Secondo il parere di due farmacologi della Roche, colosso farmaceutico mondiale che produce il farmaco, Hal Barron, chief medical officer,

“Rituxan più chemioterapia può ritardare la necessità di altri trattamenti perché aumenta significativamente il periodo di tempo senza che la malattia progredisca”, secondo  Greg Reyes, capo della R&S Oncologia di Biogen, “questo nuovo via libera della FDA sottolinea ancora una volta l’importanza di questo anticorpo nei tumori ematologici”.

Insomma, Rituxan rappresenta un nuovo baluardo contro la leucemia linfatica cronica, una malattia neoplastica dei linfociti B,definita cronica perché ha di norma un decorso molto lento,nella quasi totale asintomaticità per il paziente. Proprio quest’ultima evidenza è quella che più preoccupa i medici, in considerazione del fatto che molti pazienti,  pur se ammalati,  non sanno di esserlo e, di conseguenza, ritardano ogni tipo di cura.  

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