lunedì 3 settembre 2012

Alimentazione: attenti al tonno rosso




Ecco un caso in cui l’apparenza può ingannare eccome creandoci non pochi problemi. E’ il caso del tonno rosso, finito sulle prime pagine di cronaca. A guardarlo è quanto mai invitante, di un bel colore rosso che garantirebbe, a prima vista, freschezza, ma così non è, anzi…


Il tonno rosso è tale infatti perché trattato con monossido di carbonio. Tale gas non uccide i batteri, semmai ne evita la replicazione, oltre al fatto che mantiene rossa la carne per via del legame che si istaura fra il gas e i globuli rossi sia pure dell’animale morto. Secondo Altroconsumo che ha fatto un’inchiesta in tal senso, tale trattamento oltre ad essere
vietato negli Stati e nell'Unione Europea è anche pericoloso per i consumatori. Da ricordare che non parliamo di un nostro prodotto, il tonno rosso e il pesce spada dello stesso colore provengono dall’Asia e dal Vietnam in particolare. Secondo Altroconsumo, "Un trancio di tonno trattato con monossido può apparire fresco, ma non esserlo affatto. Al contrario potrebbe essere contaminato da una quantità elevata di microrganismi pericolosi per l'uomo, che ne rendono rischioso soprattutto il consumo a crudo o contenere quantità eccessive di istamina, una sostanza che può causare reazioni simili a quelle allergiche (eruzioni cutanee, prurito, mal di testa...) fino ad arrivare a esiti anche fatali, nel caso di soggetti particolarmente sensibili". Bisogna dunque osservare bene il colore del tonno come pure quello del pesce spada: se sono troppo rossi e se le venature sono troppo accese, non consumarlo.


 

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