sabato 29 settembre 2012

Calcio: troppe malattie sospette fra gli atleti


Inquietanti quanto mai le notizie che provengono dal mondo del calcio, prendendo ancora spunto da una vicenda occorsa circa un anno e mezzo fa e che riguardava il  campione francese del Barcellona, Eric Abidal, affetto da tumore al fegato. Ciò che ci si chiede è il motivo per cui atleti impegnati a giocare a calcio a livello agonistico sono così esposti a malattie gravissime.

L’allarme infatti giunge sul fronte non solo delle malattie neoplastiche, per la verità con un’incidenza non troppo elevata, ma di fronte al fatto di assistere ad un’impennata di patologie cardiache e drammatici casi di Sla. Il tutto potrebbe essere annesso all’utilizzo di farmaci da parte degli atleti, ritenuti proibiti. Non v’è alcuna certezza al riguardo ma qualcosa si agita sui controlli antidoping ritenuti troppo superficiali per alcuni giocatori di grandi squadre di calcio europeo. Il problema è stato sollevato per prima dopo una verifica su quanto accadeva alle squadre spagnole, ma uno studio italiano del 2000, commissionato dal pm Raffaele Guariniello (in seguito alle accuse sollevate da Zeman contro i metodi del dott. Agricola, medico sociale della Juventus), ha fornito le percentuali di insorgenza di alcune patologie tra ex e calciatori in attività.

Ad impressionare sono gravi malattie quali leucemia, cancro al fegato e Sla, se solo si pensa che fra i giocatori delle squadre italiane che militano nelle serie A,B e C si è avuta un’incidenza 35 volte maggiore di casi di leucemia linfoide e otto volte superiore è l’incidenza di tumore al fegato. Secondo gli ultimi studi avviati, la responsabilità su quanto accaduto è degli anabolizzanti. Per quanto riguarda la Sla (sclerosi laterale amiotrofica) i dati sono allarmanti, anche se ancora non si è riusciti a dimostrare un effettivo collegamento tra uso di sostanze dopanti e insorgenza della malattia. Il procuratore torinese Guariniello ha accertato che nel mondo del calcio, tra il 2004 ed il 2008, ci sono stati ben 43 casi di Sla su 30mila calciatori presi in esame. Con un' incidenza di 143 casi ogni 100mila individui. Questo è un dato 24 volte superiore rispetto alla popolazione (6 casi su 100mila).

Anche le patologie cardiache in ambito calcistico professionistico saltano all’occhio con troppi casi avvenuti e che hanno comportato la morte di alcuni atleti per displasia ventricolare destra aritmogenica, che, oltretutto e qui risalta un’altra pecca del sistema medico diagnostico, non è stata diagnosticata per tempo. E su questo si apre un nuovo scenario che vedrebbe fra gli imputati presunti alcuni medici sportivi, cardiologi in primis, che non effettuano o chissà, forse sono invitati a non effettuare i dovuti controlli preventivi sui calciatori. 

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