venerdì 28 settembre 2012

Epatite C: preveniamola così




Pensiamo, giustamente, all’AIDS, come malattia virale contagiosa e cerchiamo in qualche modo di evitarla attuando accorgimenti che, quando messi in pratica, sono sicuramente efficaci. Ma chi sa perché, una malattia altrettanto grave, virale e contagiosa pure, come l’epatite C è da sempre dai più trascurata, nonostante siamo consapevoli dei rischi cui il contagio espone. Eppure, basta poco, un semplice test che, oltretutto, costa pochissimo, si parla di un paio di euro e si preverrebbero gravissime conseguenze come il carcinoma epatico e lo stesso trapianto, eppure….

L’Organizzazione Mondiale della Sanità è chiara in questo senso, ricordando il ruolo primario della prevenzione per questa patologia che, oltretutto, fa tante vittime ogni anno nella sola Italia, oltre 20 mila pazienti a causa delle malattie correlate con l’epatite e se si fanno due semplici conti ci si accorge che parliamo niente meno che 57 morti al giorno per le cause annesse all’epatite.

L’altra forma rappresentata dall’epatite B, causata dal virus hbv interessa una popolazione in Italia di 500 mia persone infette. «Questo giustifica ogni sforzo nel promuovere la diagnosi di infezione da virus epatici – sottolinea Gloria Taliani, del Dipartimento di Malattie infettive e tropicali dell’Università La Sapienza - perché l’identificazione rimane il primo, imprescindibile passo verso la cura. Inoltre, è preoccupante sapere che una quota significativa, ben oltre il 50% delle infezioni, è tuttora non diagnosticata. Ed è proprio verso questa popolazione di infettati non consapevoli che deve rivolgersi ogni sforzo diagnostico. L’iniziativa promossa in questa giornata è dunque lodevole perché vuole attrarre l’attenzione delle più alte Istituzioni su un tema sensibile quale la diagnosi, la prevenzione e la cura di malattie croniche la cui evoluzione ha un costo elevato per la società».

Altro capitolo da tenere in considerazione è il trattamento più idoneo da adottare in caso di infezione. La vaccinazione è il primo presidio, ma quando l’infezione s’è già fatta strada, è importante che si possa diagnosticare con largo anticipo la malattia in modo da controllare nel tempo l’evoluzione del virus e per far ciò diviene fondamentale la diagnosi precoce e lo screening per epatite B e C che dovrebbe essere esteso a tutti, possibilmente proposto dai medici di base come già avviene con lo screening per malattie metaboliche, diabete, ipercolesterolemia e ipertensione».

«Non possiamo non condividere l’iniziativa – dice Enrico Bollero, direttore generale del Policlinico di Tor Vergata, sottolineando come i costi per il trattamento della malattia siano a carico del servizio sanitario pubblico e risultino molto superiori a quelli che sarebbero necessari quelli per prevenirla.
«La nostra prima richiesta – spiega infine Ivan Gardini, presidente di EpaC Onlus – è che il Governo si uniformi alla risoluzione Oms affinché le epatiti e le loro complicanze siano riconosciute come problema di salute pubblica e siano inserite con urgenza nel Piano sanitario nazionale anche con finalità di prevenzione oncologica, perché riconosciuti agenti infettivi oncogeni. L’ arrivo di nuove terapie ci permetterà a breve di salvare moltissime persone in più. Basti pensare che, eliminando le epatiti, si eliminerebbe anche la metà dei tumori del fegato». 

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