giovedì 20 settembre 2012

Gravidanza e alcol: miscela fatale, anche il vino rosso è deleterio per il bambino


L’abuso di alcol in gravidanza è causa di‭ ‬danni ai fattori di crescita e può provocare la‭ ‬sindrome feto alcolica,‭ ‬anche con‭ ‬ritardo mentale.‭ ‬Ad affrontare l’argomento, una ricerca pubblicata sulla rivista Neurobiology of Aging realizzata‭ ‬da‭ ‬Istituto di biologia cellulare e neurobiologia‭ ‬del‭ ‬Cnr e Centro di riferimento alcologico della Regione Lazio-Università la Sapienza di Roma

Abusare di alcolici è già di per sé dannoso.‭ ‬Ma lo è ancor di più durante la gestazione,‭ ‬quando può provocare‭ ‬seri danni e‭ ‬gravi‭ ‬malformazioni al nascituro.‭ ‬A‭ ‬spiegarlo una‭ ‬ricerca realizzata‭ ‬dall’Istituto di biologia cellulare e‭ ‬neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche‭ ‬(Ibcn-Cnr‭)‬ con l’Istituto superiore di sanità e il Centro di‭ ‬riferimento alcologico della Regione Lazio presso l’Università Sapienza di‭ ‬Roma,‭ ‬pubblicata sulla rivista‭ ‬Neurobiology of Aging. Ne deriva che l'alcol, se non del tutto eliminato, durante la gravidanza andrebbe fortemente limitato a causa dei veri e propri disastri in grado di determinare sul nascituro al quale è capace di provocare anche gravissime malformazioni a causa di quella che si definisce sindrome feto alcolica che determina in qualche caso addirittura ritardo mentale. 

La ricerca che ha portato a questo risultato è stata condotta osservando quanto accadeva a topi nati da madri che in gravidanza venivano sottoposti all'abuso di alcol. Nei nascituri era così possibile osservare che i fattori di crescita di questi animali avevano subito danni irreversibili. Si intendono per fattori di crescita, nello specifico classificati con sigle quali Ngf, Bdnf, Hgf e Vegf, quelle proteine capaci di stimolare la proliferazione e il differenziamento cellulare e che dunque partecipano alla vita della cellula proteggendola al contempo. Di tali fattori di crescita, il primo è determinante per il corretto funzionamento delle cellule nervose e del sistema nervoso periferico, il secondo previene la degenerazione delle cellule cerebrali, il terzo fattore di crescita protegge il fegato e il cervello, l'ultimo, partecipa alla rigenerazione dei tessuti vascolari e del fegato sopratutto quando questi sia andato incontro a danni quali, ad esempio, le epatiti

Nella pratica si è visto che i topi nati da madri cui in gravidanza si somministrava  alcol, manifestavano danni cerebrali, della tiroide, del rene e del fegato. Chi inoltre crede che assumendo in gravidanza vino rosso non metta a rischio il benessere e la stessa vita del nascituro, basandosi sul fatto che il vino rosso contiene composti quali polifenoli e antociani, con spiccata proprietà antiossidante e neuroprotettiva, si sbaglia. Gli effetti avversi dell'alcol sul nascituro si sono verificati anche quando la madre assumeva grandi quantità di solo vino rosso. 


“Sono circa il‭ ‬4,7%‭ ‬i bambini che presentano alla nascita forme non conclamate di sindrome feto alcolica‭ ‬e di questi ben‭ ‬lo‭ ‬0,8%‭ ‬dei nuovi nati mostra addirittura un ritardo mentale con dismorfologie facciali,‭ ‬alterato sviluppo delle ossa del cranio e deficit di crescita‭”‬,‭ ha detto Mario‬ Fiore del CNR.‭ “‬La relazione tra esposizione all’alcool nel grembo materno e gravità del danno nel nascituro,‭ ‬così come gli effetti a lungo termine,‭ ‬non sono ancora determinati con certezza.‭ ‬Il rischio‭ ‬di partorire un bambino con sintomi della sindrome fetale alcolica comunque‭ ‬esiste.‭ ‬Alcuni‭ ‬fattori come fumo di sigarette,‭ ‬consumo di droghe o farmaci,‭ ‬stress ambientali o maggiore sensibilità della madre all’alcool anche per cause genetiche possono amplificare‭ ‬tale danno.‭ ‬Altri,‭ ‬per esempio una dieta equilibrata e ricca di verdure o l’assunzione di vitamine‭ ‬soprattutto del gruppo B,‭ ‬come l’acido folico o la tiamina,‭ ‬possono‭ ‬invece‭ ‬contribuire a limitare il danno‭”‬.‭ 


Fonte: Istituto di‭ ‬biologia cellulare e neurobiologia‭ ‬del Consiglio nazionale delle ricerche‭ ‬(Ibcn-Cnr‭)‬,‭ ‬Istituto superiore di sanità e Centro di riferimento alcologico della Regione Lazio presso l’Università Sapienza di Roma

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