domenica 30 settembre 2012

Lupus Eritematoso: benefici con questo farmaco biologico


Quando si parla di Lupus Eritematoso (Les), ci si riferisce ad una grave malattia autoimmune che ha il suo picco di insorgenza in particolar modo nelle donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni. Tale patologia tende a colpire organi diversi mettendo finalmente fine, ai fini della diagnosi, all’idea che ad essere colpita fosse solo la pelle,  mentre ad essere più ancora interessati dalla malattia sono organi cosiddetti bersaglio quali le articolazioni, il cuore, il cervello, i polmoni, i reni.
Lo dimostra il fatto che prima di assistere ad altri sintomi, chi si ammala di lupus eritematoso presenta per lo più gonfiore alle articolazioni, con dolori anche forti, fastidio alla luce, spesso febbre, dolore al torace, astenia, tendenza a perdere i capelli.  Oggi le moderne terapie permettono di controllare i sintomi e, in qualche modo, anche l’evolversi della malattia. Resta il fatto che nelle forme più gravi diviene più difficile da una parte vigilare sull’aggravarsi delle condizioni di salute del paziente e dall'altra alle sue manifestazioni cliniche peggiori, al punto che il ricorso ai moderni farmaci biologici diviene un importante momento dell’approccio terapeutico insieme alle terapie tradizionali che coincide con un miglioramento della sintomatologia e della stessa malattia che diviene dopo trattamento più gestibile.

Da poco, in aggiunta agli altri farmaci biologici, s’è fatto strada il Belimumab, nome commerciale, Benlysta. Parliamo di un anticorpo monoclonale scoperto 15 anni fa e approvato dalla FDA nel trattamento della grave patologia. Tuttavia il farmaco non agirebbe come si vorrebbe sulle popolazioni afro e afroamericane. Il Benlysta pare avere una buona azione sulla proteina Blys che stimola i linfociti B, ma non è per nulla esente da effetti avversi, a volte gravi e/o gravissimi potendo in qualche caso giungere ad una tale compromissione delle difese immunitarie del paziente così esposto a serie infezioni talora persino letali.
Fonte: FDA, 2011

XagenaHeadlines2011

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