lunedì 17 settembre 2012

Tè al fluoro: in grandi quantità può far male seriamente alla salute


C’è qualcosa che non va nel tè al fluoro, parrebbe infatti che tale bevanda, proprio perchè arricchita di questo elemento faccia male alla salute.

Lo avrebbe stabilito uno studio condotto da Gary Withford, della School of Dentistry di Augusta negli USA, che avrebbe osservato su quattro suoi pazienti una palese patologia come la fluorosi scheletrica, ovvero, una deposizione anomala di fluoro nelle ossa che le danneggiava. Oltretutto una malattia del genere in America è pressocchè sconosciuta.

Si trattava di stabilire la motivazione che stava alla base di quella condizione patologica. Dopo diverse indagini si è potuto stabilire senza alcun indugio che la causa di tutto risiedeva nell’alta assunzione, da parte di quelle quattro persone, di te addizionato con fluoro, consumato, oltretutto in altissima misura da parte di quei pazienti. Si trattava nello specifico della pianta del te, la Camelia Sinensi che nelle foglie ha una concentrazione elevatissima di fluoro, addirittura fino a 1.000 milligrammi per chilo di foglie che, una volta triturate e fermentate, rilasciano l’elemento nella bevanda. Lo scienziato per giungere al risultato ha utilizzato un tipo di misurazione diversa, rispetto a quelle effettuate fino ad oggi, scoprendo che rispetto ai vecchi metodi, con i nuovi accorgimenti si rileva che la quantità di fluoro risulta aumentata fino a quasi tre volte e mezzo, rispetto alle misurazioni tradizionali. Si tratta comunque di livelli relativamente bassi, commenta lo scienziato, che non devono spaventare i bevitori “normali” di tè. Il problema sussiste solo per chi ne fa un uso davvero eccessivo e per periodi estremamente prolungati (più di dieci anni). In ogni caso la regola è la moderazione,Whitford ha presentato i dati alla conferenza dell’Associazione Internazionale di Ricerca Dentistica del 2010 tenutasi a Barcellona.

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