venerdì 21 settembre 2012

Vaccini: in troppi muoiono senza alcun piano vaccinale


In Italia si continua a morire per malattie che non dovrebbero più rappresentare un problema. Un esempio, nel nostro Paese patologie quali il morbillo, la rosolia ed il tetano, oltre che a far ammalare qualcosa come cinquemila diciassettenni, soprattutto andati incontro al morbillo e 58 pazienti in stato di gravidanza, andati incontro alla rosolia, tali patologie uccidono una percentuale significativa di persone, nonostante esistano i vaccini, ma sono ancora troppi i casi di coloro che rifiutano il presidio medico e si ammalano.

Se ne è parlato al Congresso 'La vaccinazione tra diritto e dovere: quale comunicazione per facilitare la scelta?'. In quella sede s’è posto l’indice anche verso il tetano che continua a fare vittime soprattutto fra le donne anziane incuranti di un taglio anche banale, ma a volte persino letale per le conseguenze che comporta in assenza di una copertura vaccinale.

Si stima infatti nel cinquanta per cento il numero di pazienti rappresentati da donne anziane che una volta contratto il tetano risultano adeguatamente vaccinate. La stessa cosa riguarda la difterite, con una percentuale di vaccinati analoga, sia pure con una popolazione di età diversa, visto che la prevenzione della malattia si fa in età pediatrica.

Insomma, "le diverse vaccinazioni nel nostro Paese - ha sottolineato Stefania Salmaso, direttore del centro di Epidemiologia, sorveglianza e prevenzione della salute dell'Iss - hanno ottenuto negli ultimi anni risultati poco omogenei: ottimi per quanto riguarda l'infanzia, con una copertura superiore al 95%, meno positivi per le altre fasce d'età. Oggi i bambini - prosegue - ricevono quasi sempre vaccini che proteggono contro sei malattie: poliomielite, difterite, tetano, pertosse, epatite B, Heamophilus influenzae di tipo B (Hib). Patologie quasi azzerate. Ma è anche importante proseguire con le vaccinazioni: un'idea che stenta a fare breccia nella popolazione, dove di pari passo alla scomparsa delle malattie contro cui ci si vaccina, si perde la cognizione del guadagno e risaltano i rischi, che esistono ma in proporzione inferiore rispetto al pericolo di malattia".

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