martedì 23 ottobre 2012

Dipendenze: ce ne sono alcune più pericolose persino della droga

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Sbaglieremmo se considerassimo dipendenze solo quelle annesse al consumo di alcol, sostanze stupefacenti, farmaci e persino il fumo. Esistono altre dipendenze i cui effetti sulla persona sono altrettanto deleteri della altre forme di schiavitù che si è portati a considerare. Stiamo parlando delle nuove dipendenze, tanto subdole perché, purtroppo accettate socialmente senza troppe difficoltà, ci riferiamo al gioco d’azzardo, allo shopping compulsivo, persino ad Internet e ad alcuni suoi particolari servizi offerti.

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A tracciare una radiografia dello stato delle cose ci pensa un volume pubblicato a luglio da Cesvot,Le nuove dipendenze. Analisi e pratiche di intervento”, a cura di Valentina Albertini e Francesca Gori, che raccoglie anche le esperienze di intervento realizzate grazie all’impegno di associazioni e gruppi nati proprio per contrastare questi fenomeni. A leggere l’inchiesta ci accorgiamo che a tenere banco nelle nuove dipendenze è il gioco d’azzardo con l’aggravante che continua a crescere soprattutto fra i giovani. A tale risultato è giunto anche l’Eurispes quando dice che la fascia più colpita (il 51% dei giocatori) sarebbe anche quella compresa tra i 40 e i 50 anni, ma la percentuale risulterebbe abbastanza alta anche in quella superiore, tra i 50 e i 60 anni.

E che dire del gioco d’azzardo finito in rete? Tale decisione ha suscitato diverse polemiche, prima tra tutte quella dell’associazione Libera di don Luigi Ciotti, che l’ha definita «una scelta che fa diventare malati d’azzardo per legge». Il gioco d’azzardo online risulterebbe infatti ancora più pericoloso di quello classico perché le persone coinvolte sono quasi sempre isolate, meno coscienti delle perdite e dei rischi connessi, oltre che più esposte alle numerose occasioni che il web offre e offrirà al riguardo: e secondo quanto affermato in un articolo di Repubblica  da Federico Tonioni (responsabile dell'ambulatorio per la dipendenza da Internet del Policlinico Gemelli), i rischi di cadere nella spirale del gioco d'azzardo aumentano con l'avanzata della crisi economica, che mina l'identità lavorativa di molte persone, rendendole più fragili.

Tra le altre dipendenze prese in esame dal libro del Cesvot, ci sarebbero poi anche le cosiddette “tecnodipendenze” (cellulari, videogiochi, ecc.) legate in particolar modo al mondo di Internet - che metterebbero a rischio almeno il 10% dei navigatori, soprattutto i più giovani, ovvero quelli compresi nelle fasce d’età tra gli 11 e i 14 anni – e le dipendenze da sesso (che in Italia colpirebbe circa il 5,8% della popolazione, prevalentemente uomini) e da shopping compulsivo: in questo caso, le più a rischio sono invece le donne di età compresa tra i 23 e i 31 anni.

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