lunedì 15 ottobre 2012

Ferro: la carenza la curano i cibi ad alto contenuto del nutriente, ma attenti al malassorbimento


Ferro, questo sconosciuto, verrebbe da dire ed infatti, nonostante l’importanza rivestita da questo microelemento, essenziale per la vita, i casi di carenza di ferro, soprattutto negli adolescenti, sono quanto mai diffusi.

Il motivo derivante dalla scarsa assunzione di ferro è in special modo determinato dal fatto che il nostro organismo recupera solo una parte del ferro ingerito con gli alimenti. Si parla del 20/25% per quei cibi più ricchi del micronutriente, carni, legumi, ortaggi e verdure a foglia verde. Ne deriva che non solo, ai fini di una corretta alimentazione, bisognerebbe ricorrere ad una dieta che preveda cibi ad alto contenuto di ferro, ma è necessario, per evitare carenze, che la stessa dieta consideri la necessità di basarsi su alimenti che contengano vitamina C, fruttosio e proteine, ciò aiuta ad utilizzare al meglio il nutriente. Allo stesso modo si dovrebbe evitare la contestuale alimentazione di cibi, sia  pure ad alto contenuto di ferro, con altri quali uova, crusca e te, che limitano l’assorbimento del minerale. Bisogna dunque conoscere bene quali sono gli alimenti che contengono più ferro. Ai fini dell’apporto del nutriente, occorre ricordare che la milza di bovino è l’alimento che più di altri contiene ferro. 42mg/100 g. Anche il fegato di suino è ricco in ferro, 18 mg/100 g. Non contengono ferro, il burro e l’alcol.

Ecco gli alimenti più ricchi di ferro


Troppi i casi di carenza di ferro, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, 700 milioni
di persone soffrono di carenza di ferro. Da noi, in Italia come nelle altre Nazioni più progredite, la carenza è molto diffusa, ma a differenza di quanto avviene altrove, tale carenza è dipendente da una dieta squilibrata e non solo. Occhio anche alla sovralimentazione, al sovrappeso e all’obesità, cause indirette di carenza di ferro a causa di un ormone epatico, l’ Epcidina, che inibisce proprio l’assimilazione del ferro.

Perché il ferro è importante

Il ferro partecipa, in primis, alla sintesi dell’emoglobina e, dunque, all’ossigenazione dei tessuti, il carburante vitale per il nostro organismo. Le carenze di ferro determinano dunque una sofferenza dei tessuti, soprattutto quelli più nobili, proprio per carenza di ossigeno e hanno ripercussioni, a volte anche gravi, per il nostro organismo. I primi effetti potrebbero determinarsi a livello cerebrale. I soggetti con carenza di ferro, infatti, soffrono di difficoltà di concentrazione, turbe dell’apprendimento, perdita della memoria, a volte confusione mentale.

Un altro aspetto che si deve considerare, quando manca il ferro, è la caduta dei capelli, anche se la più grave conseguenza di questa carenza è data dall’indebolimento delle nostre difese immunitarie e dunque dalla facilità con cui ci si espone alle infezioni a causa degli agenti patogeni, batteri o virus che siano.

Come faccio a sapere se ho carenza di ferro?

Ovviamente, la sicurezza circa la quantità di ferro ematico detenuta nell’organismo ce la da solo l’esame del sangue. Ma alcuni sintomi sono tuttavia importanti per indirizzarci verso un’eventuale carenza del micronutriente. Prima di vedere i sintomi, occorre ricordare che nei due sessi è maggiormente la donna ad andare incontro a carenza di ferro per via delle perdite ematiche determinate dalle mestruazioni mensili. Detto ciò, un prolungato periodo di astenia, perdita di forze in generale, spossatezza, malessere generale, pallore e mucose altrettanto pallide, per non parlare delle frequenti infezioni cui si vada incontro, devono far pensare ad una carenza di ferro ematico e, dunque, convincerci dell’opportunità di rivolgerci al medico. Diverse le soluzioni per risolvere una carenze del genere. In primis, l’indagine sullo stato di salute del paziente, ricordando che una perdita di ferro, determinata da un microstillicidio di sangue da parte degli organi interni, come potrebbe accadere per un’erosione gastrica da ulcera o gastrite, può avere effetti anche molto gravi sul malato.
L’altra soluzione verte sulla correzione di quegli errori dietetici che siamo soliti fare a tavola. Il ricorso agli integratori a base di ferro, invece, è consigliato, solo quando lo decide il medico, ben sapendo che la quantità sufficiente di ferro assunto sotto forma di integratori è per lo più quella somministrata in vena e non per bocca e, comunque, negli altri casi è assolutamente da vietarsi ogni tentativo da parte del malato di curarsi da solo! 

Nessun commento:

Posta un commento