venerdì 26 ottobre 2012

Leucemia linfoblastica acuta: non solo la cura, ma presto anche il rimedio contro le ricadute

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Ancora siamo lungi dal poter immaginare la leucemia linfoblastica acuta del tutto sconfitta, ma una ricerca tutta italiana ci induce a ben sperare. La scoperta si deve all’Istituto Giannina Gaslini di Genova, capitanato da Irma Airoldi responsabile del Laboratorio di Immunologia e Tumori finanziato dall’AIRC. Secondo il minuzioso lavoro dei ricercatori, una proteina, nello specifico la Interleuchina 27, potrebbe contrastare molto efficacemente la malattia nel bambino, per la semplice ragione che parliamo di una proteina anticancro.

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Cominciamo col dire che le Interleuchine sono delle proteine prodotte dal  nostro sistema immunitario e non solo.... Di queste proteine se ne conoscono, appunto, 27 e proprio la ventisettesima sarebbe quella che i ricercatori avrebbero individuato per la lotta contro la leucemia linfoblastica acuta nel bambino. Infatti, grazie alla secrezione di interleuchine, l’organismo può regolare l’azione delle altre cellule comunicando con le cellule del sistema immunitario ed ottenendo dunque una risposta difensiva efficace. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Leukemia ed ha una importante particolarità, quella di essere presto applicabile anche sui pazienti. Importante sottolineare che tale tipo di leucemia che colpisce i linfociti B, un particolare gruppo di globuli bianchi, è molto diffusa, anche se rispetto ad un tempo, oggi viene curata con successo. Ma la valenza della scoperta, come abbiamo visto, tutta made in Italy, è ugualmente
considerevole, visto che un paziente pediatrico su quattro ha ricadute importanti, nonostante le cure cui oggi viene sottoposto, con la conseguenza di doversi sottoporre ad altre cure più o meno impegnative. 
Ne deriva dunque che lo studio che ha messo in risalto l’attività dell’interleuchina 27 in grado di stimolare il sistema immunitario risulta quasi unico nel suo genere,  considerato che potrebbe ostacolare al meglio la crescita delle cellule leucemiche.


 “Utilizzando cellule leucemiche prelevate dai pazienti pediatrici e modelli preclinici, è stato possibile dimostrare come l’interleuchina 27 contrasti la diffusione leucemica colpendo le cosiddette leukemia initiating cells cioè le cellule che rigenerano il tumore continuamente e che sono più refrattarie alla chemioterapia”, ha spiegato Irma Airoldi.
Inoltre, ha aggiunto.... 
“altri due meccanismi paralleli aumentano la forza anti-tumorale dell’interleuchina 27 che sono la sua capacità di inibire la formazione di vasi sanguigni che sostengono e nutrono il tumore, e di diminuire il funzionamento di un microRNA, (il miR155) una piccola molecola coinvolta nella progressione tumorale”. 


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