sabato 20 ottobre 2012

Schizofrenia: nuovi farmaci anticancro mitigherebbero i sintomi peggiori della malattia

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Una notizia che in qualche modo potrebbe sembrare persino inspiegabile ma che se confermata potrebbe aprire nuove strade per la cura della schizofrenia. Parrebbe infatti che secondo un recente studio scientifico, alcuni farmaci anticancro potrebbero migliorare in qualche modo la prognosi o per lo meno rendere meno penose le cure per i malati di schizofrenia.


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Lo studio è importante perchè indirizzato ad una popolazione di pazienti in tutto il mondo elevatissima, oltre 24 milioni di persone che soffrono di schizofrenia. Un
numero enorme per il quale la medicina ha sempre mostrato una certa impotenza in fatto di terapie. Resta la disperazione di coloro che di fronte ad un ammalato che perde il contatto con la realtà, che va incontro ad allucinazioni, a deliri, che di fatto resta in un mondo tutto suo, inscrutabile e impenetrabile, non sa come comportarsi. Ciò che si conosce fino adesso su questa temibile malattia mentale è data dalla consapevolezza di quanto fattori associati come quelli fattori ambientali, genetici e familiari entrano in gioco nella patologia. 
Ne deriva che ogni nuova acquisizione volta a capire meglio la schizofrenia è salutata dal mondo scientifico con molte aspettative, come lo studio condotto dal King’s College di Londra e pubblicato sulla rivista “Brain che avrebbe dimostrato come alcuni farmaci anticancro possono aiutare nella cura dei sintomi della schizofrenia.
Partendo infatti dal presupposto che negli schizofrenici vi sarebbe una ridotta concentrazione di un particolare enzima, noto come p35 in grado di attivare una proteina nota come Cdk5 che entra in gioco per il buon funzionamento del cervello, si sarebbe osservato come in laboratorio, sulle cavie, un particolare farmaco contro il cancro, nello specifico la molecola farmacologica MS-275, opportunamente somministrata, minimizzerebbe i sintomi della schizofrenia.  Secondo Peter Giese, che ha condotto gli studi, i risultati incoraggiano l’esplorazione futura di questi tipi di farmaci nel trattamento di disturbi cognitivi nella schizofrenia. Sarebbe una scoperta sensazionale, che finalmente potrebbe migliorare le condizioni di chi soffre di tali malattie mentali.


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