sabato 27 ottobre 2012

Summer Sad: tutt'altro che una promozione estiva!


Quando parliamo di soggetti meteropatici ovvero, quando ci riferiamo a quelle persone il cui umore muta a seconda delle stagioni, siamo abituati a credere che tali pazienti siano in qualche modo disturbati dalle giornate invernali, dalla scarsa luminosità del cielo, compresa la scarsa lunghezza delle giornate. Ma oggi scopriamo un’altra categoria di meteropatici affetti da quella che si definisce Summer Sad.

Per queste persone il cui numero è tutt’altro che limitato, visto che ne soffre, se prendiamo ad esempio il nostro Paese, un italiano su quattro, con una prevalenza di donne affette dal problema di età superiore ai 35 anni, l’estate, soprattutto se prolungata, l’eccesso di luce derivante dalla bella stagione diventa un problema non da poco, col suo carico di disturbi che arreca, anche mentali.

Il primo sintomo per i soggetti affetti da Summer Sad che sta per Seasonal Affective Disorder, ovvero, disordine affettivo stagionale, è l’ansia che nei casi più impegnativi può tramutarsi in attacchi di panico, fino ad una temporanea depressione connessa alla stagione e, dunque, alla sua durata. La depressione ascrivibile alla Summer Sad sembrerebbe di forma diversa dalla
depressione classica che siamo abituati a conoscere, dove l’umor nero che caratterizza la maggior parte della malattia mentale, si presenta con forme di apatia, svogliatezza e, nelle persone più sensibili al problema, non mancano comportamenti che li porta ad aumentare il consumo di alcol, così come sovente si assiste ad uno stato altalenante di euforia seguita da interminabili momenti di apatia, aggressività maggiore, anoressia o bulimia
Se per tutto c’è una giustificazione, anche per questa particolare e se vogliamo inedita condizione clinica, esiste una ragione. Secondo gli scienziati che hanno condotto gli studi, la risposta va cercata a livello chimico a causa di una particolare reazione della retina di questi soggetti esposti al problema. Parrebbe infatti che la lunghezza del ciclo della durata dell'illuminazione diurna, insieme alla variazione dell'intensità, sono strettamente legati all'insorgere della Summer Sad. 

«La luce — ha spiegato Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano  — interviene sul nostro cervello e l'intensità con cui riesce a farlo dipende dalle nostre retine. Sono dunque gli occhi a condizionare i centri cerebrali che, in base alle sollecitazioni che avvertono, regolano la produzione dell'ormone della melatonina che è secreto dalla ghiandola pineale. Questo processo, proprio a causa delle retine, potrebbe non funzionare in modo corretto provocando una risposta abnorme alla luce e di conseguenza la Summer Sad».

A tutto questo potrebbe sommarsi l’altra evidenza che caratterizza l’estate, come momento in cui è più facile per le famiglie riunirsi alla stregua di tutte quelle feste in senso largo. In questo caso la Summer Sad potrebbe anche entrarci poco, visto che parliamo di disturbi che interessano persone a rischio che non sopportano la convivenza forzata con un gran numero di parenti per un
periodo prolungato. Così come lo stesso problema potrebbe essere appannaggio di quei single che soffrono per la mancanza di un affetto e che al contrario di quanto avviene in altri momenti dell’anno, non trovano nella routine, nel lavoro e nelle occupazioni solite, la possibilità di compensare al disagio proveniente dalle vacanze o dalle feste in generale. 
Che poi la Summer Sad, così come i disturbi comportamentali da vacanza o da ogni altra situazione, siano degli importanti campanelli d’allarme che segnalino un disturbo psicologico della persona pronto a slatentizzarsi ogni qualvolta vi siano elementi di cambiamento della vita, nessuno lo esclude, ecco perché, sarebbe sempre meglio che l’individuo indagasse, aiutato dagli specialisti del settore, su ogni stato che muti il proprio modo beneessere. 

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