venerdì 2 novembre 2012

Acido folico: l'importanza anche contro la Sindrome di Down



Uno studio risalente a oltre cinque anni fa e recentemente tornato in auge, avrebbe dato ancor più risalto all’acido folico, quale sostanza  da assumersi in gravidanza, risultando ben nota la funzione di tale elemento noto per la sua funzione volta a ridurre il rischio di malformazioni del nascituro ed in particolare nello scongiurare  il rischio di incidenza della temibile spina bifida.


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La spina bifida è una malformazione dovuta alla chiusura incompleta di una o più vertebre risultante in una malformazione del midollo spinale. È la malformazione più frequente del sistema nervoso centrale.La prevalenza della malattia è di circa uno su 8000 neonati [1] ma varia molto da paese a paese. Un'influenza sulla prevalenza possono avere le abitudini alimentari. La somministrazione di acido folico alle donne prima del concepimento e per le prime 7 settimane di gravidanza riduce la prevalenza del 60%. (Wikipedia )


Ma c’è dell’altro, secondo lo stesso studio scientifico, si sarebbe posta in risalto un’altra peculiarità dell’acido folico assunto sempre dalla donna gravida, che consiste nel prevenire un’altra temibile malformazione del feto rappresentata dalla Sindrome di Down  al punto che, secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio, non solo si sarebbe addivenuti alla consapevolezza che il giusto dosaggio di acido folico potrebbe ridurre l’incidenza delle due malformazioni, ma si sarebbe anche visto che le possibilità che il bambino nasca affetto da spina bifida è di gran lunga
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superiore laddove nella stessa famiglia esista il rischio di mettere al mondo bambini affetti da Down. Ne deriva, dunque, che, se da un lato diviene sempre più centrale il ruolo svolto dall’acido folico nel corso di una gravidanza, dall’altro sarebbe possibile oggi più di ieri stabilire con maggiore precisione il dosaggio da consigliarsi alle future mamme alla luce anche dell’anamnesi familiare che descriva l’eventuale maggior rischio di incorrere in una malformazione come, appunto, la Sindrome di Down. Da ricordare che la somministrazione di acido folico, quando possibile, dovrebbe iniziare ancor prima del concepimento e, comunque, diviene importantissima nei primi tre mesi di gravidanza. Dovrà comunque essere il ginecologo a fissare le dosi della sostanza da assumersi, che dovrebbero essere comprese fra 0,50 fino a 5 mg al giorno a seconda delle necessità della donna in gestazione.

Ovviamente parliamo di una sostanza reperibile in natura, ricordando che gli alimenti ricchi di acido folico sono le uova, le verdure a foglie, da qui l’origine del nome della sostanza, i cereali. Ma se consideriamo che sovente la donna in gravidanza non si alimenta al meglio, soprattutto perché proprio nel primo trimestre è più probabile che insorga la nausea, diviene quasi indispensabile il ricorso agli integratori alimentari, purchè, anche in questo caso, sia sempre il medico a decidere il dosaggio di questi preparati.
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