lunedì 5 novembre 2012

Avastin: ritirato dal mercato farmaco contro la maculopatia



Stop all’uso di Avastin, nome commerciale del farmaco della Roche a base di bevacizumab, per curare le malattie della retina legate all’età (maculopatie). Lo ha stabilito l’Aifa sulla base di segnalazioni, arrivate da tutta Europa, di gravi effetti collaterali, come emorragie non oculari e trombosi. D’ora in avanti si dovrà ricorrere a due farmaci sostitutivi: Lucentis e Macugen. Ma questa cura alternativa ha una controindicazione: costa 100 volte di più di una singola somministrazione di Avastin, superando i 1.000 euro. E questi farmaci non vengono rimborsati in tutti i casi di malattia.

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Altroconsumo fa un po’ di storia del farmaco bloccato dall’Aifa: nonostante non fosse formalmente autorizzato per il trattamento delle
--> maculopatie legate all’età, ma solo per curare alcuni tipi di tumore, gli oculisti hanno iniziato ad usarlo. Se iniettato direttamente nell’occhio, Avastin ostacola la crescita di nuovi vasi sanguigni che danneggiano la retina; l’Aifa ha autorizzato quest’uso solo nel 2007, inserendo il farmaco in una lista di medicinali il cui “uso speciale” viene consentito e coperto dal Servizio sanitario nazionale quando non è disponibile una valida alternativa terapeutica. A causa dell’entrata in commercio dei 2 nuovi farmaci Lucentis e Macugen, che al contrario di Avastin sono formalmente autorizzati per il trattamento delle maculopatie legate all’età, il rimborso di quest’ultimo farmaco si è sempre più ristretto. La decisione dell’Aifa crea un problema per le casse dello Stato: Lucentis e Macugen costano infinitamente di più di Avastin. Secondo i calcoli della regione Emilia Romagna, passando da Avastin a Lucentis la spesa per trattare tutti i pazienti salirebbe da 200.000 euro a 15 milioni di euro. Ma crea anche un problema per i pazienti: quelli con meno di due decimi di vista o quelli che necessitano il trattamento del secondo occhio, devono pagare di tasca loro una cura più costosa. Inoltre, tutti i pazienti che non hanno una maculopatia legata all’età o sono affetti da glaucoma vascolare non dispongono più di una valida alternativa terapeutica.

Secondo Altroconsumo, inoltre, i prezzi dei due nuovi farmaci non sembrano giustificati da una maggiore efficacia. Alcuni studi dimostrano che sono sostanzialmente equivalenti ad Avastin, sia dal punto di vista dell’efficacia che degli effetti indesiderati. Questi ultimi, infatti, sono legati al modo di somministrazione (l’iniezione diretta nell’occhio) e non agli effetti biologici di questa categoria di farmaci. D’altra parte, è possibile che ci sia un maggior rischio di infezioni oculari usando l’Avastin, dovute al fatto che il farmaco non ha una formulazione per uso oftalmico, ma deve essere ridosato per servire allo scopo, con un certo rischio di contaminazione.
Altroconsumo pone alcuni interrogativi legati a questa vicenda: “Perché l’azienda farmaceutica Roche, che produce Avastin, non richiede l’estensione dell’indicazione dell’uso del farmaco alla cura delle maculopatie? Eppure i dati a supporto non mancherebbero. Perché i due nuovi farmaci debbano costare così tanto? Infine, per quale motivo i pazienti debbano rimanere senza una cura o essere costretti a pagarla di tasca loro?

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1 commento:

  1. Sono una utilizzatrice di AVASTIN da oltre 2 anni, inizialmente con ottimi ed immediati risultati e successivamente con più modesti risultati ma comunque con un mantenimento di una buona visione. Avrei necessità di conoscere i possibili effetti collaterali di tale terapia per meglio monitorare le eventuali nuove sintomatologie.Ad oggi ho effettauto 8 iniezioni.

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