mercoledì 21 novembre 2012

Tumore ovarico: un aiuto da uno studio italiano


Ancora una volta dobbiamo dire grazie ad una ricerca scientifica tutta made in Italy che ha scoperto come il temuto tumore ovarico sia agevolato da un gene difettoso, il gene Rnaset 2 che quando funziona male non protegge adeguatamente la cellula sana, favorendo la diffusione di quelle cancerogene.

A giungere a tale risultato è stato il Laboratorio di genetica umana del dipartimento di Biotecnologie e scienze molecolari dell'università dell'Insubria di Varese, guidato da Roberto Taramelli.

«Sono alcuni anni che io e la mia equipe ci occupiamo dello studio dei meccanismi molecolari e cellulari alla base della genesi di alcuni tumori solidi, come per esempio i tumori ovarici», spiega Taramelli. «I nostri studi partono dalla convinzione che le cellule sane operano una forte inibizione nei confronti delle cellule neoplastiche, e che questa inibizione è un fattore importante nel contribuire alla resistenza nei confronti della malattia. Quando è presente un'anomalia dell'inibizione l'organismo è più attaccabile dal tumore, ed è quanto puntualmente avviene quando il gene Rnaset2 non funziona a dovere». La scoperta, i cui risultati verranno pubblicati sulla rivista statunitense Proceeding of the national academy of sciences, apre nuove frontiere per lo studio di terapie mirate contro il cancro ovarico. «Quanto descritto dal nostro gruppo» conclude Taramelli «rappresenta un punto di partenza per studi più approfonditi sugli aspetti genetici del microambiente, il quale dovrebbe diventare un bersaglio per terapie più intelligenti e ad hoc».

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