mercoledì 5 dicembre 2012

Ipospadia: come si diagnostica, come si cura


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Il termine medico non è di quelli destinato a rimanere facilmente a mente, eppure la patologia congenita che lo riguarda è relativamente diffusa nei neonati, visto che l’ipospadia, di questo si parla, colpisce un bambino su trecento nati, solamente in Italia. Ad essere coinvolto dal problema è il pene del neonato che presenta un’anomala struttura i cui effetti sono destinati a ripercuotersi nella vita del piccolo paziente al punto da dover ricorrere ad un intervento chirurgico per la correzione dell’irregolarità.

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Si tratta di capire a questo punto di che tipo di anomalia si stia parlando. L’ipospadia si palesa a causa di un’anomala posizione dell’orifizio dell’uretra in luogo della normale posizione fisiologica, nella parte bassa dell’organo stesso. Ciò comporta notevoli problemi durante la minzione e, se non corretto in tempo il problema, una volta che il bambino sia diventato adulto, tale disagio  avrebbe ripercussioni anche nella sua vita sessuale. Quando il grado di ipospadia è elevato, tant’è che si parla di gradi di gravità, l’anomalia congenita può condurre ad una mancata discesa dei testicoli fuori dall’addome e relativa sterilità dell’uomo.

L’intervento correttivo è indispensabile non certo perché la patologia rappresenti in sé una minaccia per la vita del paziente, semmai ci si riferisce ad una limitazione della vita del piccolo malato che si aggrava con l’età, a parte che il ristagno d’urina conseguente, a causa della malformazione, apre la strada a tutte quelle infezioni urinarie che potrebbero presentarsi, cistiti in testa. Per non parlare delle ovvie ripercussioni di natura psicologica cui il bambino va incontro già in età scolare, avendo impedita la normale minzione rispetto agli altri compagni dello stesso sesso. L’intervento chirurgico indispensabile per risolvere la malformazione si effettua quando il bambino ha circa due anni d’età e consiste in una sorta di raddrizzamento del pene seguito il tutto dalla circoncisione a carico del prepuzio. L’intervento, che nella stragrande maggioranza dei casi viene definito semplice, riconduce tutto alla totale normalità.


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