venerdì 7 dicembre 2012

Orzaiolo: cos'è, come si manifesta, come si cura

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Chiamiamola pure patologia, anche se in effetti quando parliamo di malattia il pensiero va verso ben altre forme morbose, ma l’orzaiolo è pur sempre una patologia, una patologia oculare comune, diffusa in forma moderata e, dunque, come tante altre manifestazioni patologiche, risente dell’equilibrio psicofisico del soggetto.

L’orzaiolo trae origine dall’infezione di una o più ghiandole deputate a lubrificare l’occhio. Parliamo di ghiandole esocrine, ovvero che riversano il loro secreto all’esterno del corpo e non all’interno come avviene con le ghiandole endocrine. Quando lo sbocco del condotto di queste ghiandole si ostruisce per un qualsiasi processo infettivo si va incontro appunto all’orzaiolo con un accumulo di pus a livello della palpebra. Da ricordare che quando l’orzaiolo tende a cronicizzarsi da luogo ad una manifestazione nota col nome di calazio.

L’origine della malattia è per lo più batterica, spesso ritroviamo coinvolti gli stessi germi provenienti da una congiuntivite che non sia del tutto giunta a guarigione. Altra causa potrebbe essere dovuta all’abitudine di di stropicciarsi gli occhi ad ogni occasione. Ferma la convinzione che a peggiorare il tutto concorrono stati particolari del soggetto in questione interessato da ansia di grado diverso e stressLa sintomatologia dell’orzaiolo si caratterizza per il bruciore, arrossamento della rima palpebrale esteso a tutta o quasi la struttura esterna dell’occhio, gonfiore, eventualmente mal di testa, profusa lacrimazione, fastidio lamentato dal paziente nei confronti della luce, tendenza a chiudere l’occhio interessato dalla patologia. Per quanto concerne la terapia, il ricorso a pomate antibiotiche o gli stessi principi attivi somministrati per via sistemica, diviene essenziale. Utile anche l’applicazione di impacchi caldi sulla zona dell’occhio interessato dal problema. Evitare di far “scoppiare” l’orzaiolo, se si presentasse tale necessità, quest’ultima soluzione andrebbe effettuata dal medico.  

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