mercoledì 16 gennaio 2013

Acqua Sant'Anna:sicuri che tuteli l'ambiente?


Messaggi pubblicitari ingannevoli sulla Bio Bottle dell’acqua minerale Sant’Anna: Fonti di Vinadio, l’azienda che imbottiglia l’acqua minerale, deve pagare una multa di 30.000 euro. Lo ha deciso l’Antitrust, su segnalazione dell’associazione Avvocati dei consumatori Sicilia e di Mineracqua. La società ha diffuso, attraverso l’etichetta della bottiglia da 0,5 l. e 1,5 l. e attraverso pubblicità a mezzo stampa e via Internet (sul proprio sito), messaggi volti a enfatizzare i risparmi in termini di emissioni di gas inquinanti derivanti dall’utilizzo dell’innovativa bottiglia “Bio Bottle” prodotta utilizzando la cosiddetta bioplastica e non il Pet. 


Affermazioni del tipo: “L’uso delle risorse sostenibili e la produzione eco-sostenibile combattono l’effetto serra, 650 milioni di bottiglie Sant’Anna Bio Bottle permettono un risparmio di 176.800 barili di petrolio con cui riscaldare per un mese una città di 520.000 abitanti e riducono le emissioni di CO2 pari a un’auto che compia il giro del mondo per 30.082 volte in un anno”, inserita sia sulle etichette della “Bio Bottle” da 0,5 e 1,5 litri; oppure “650 milioni di bottiglie Sant’Anna Bio Bottle permettono un risparmio di 176.800 barili di petrolio con cui riscaldare per un mese una città di 520.000 abitanti e riducono le emissioni di CO2 pari a un’auto che compia il giro del mondo per 30.082 volte in un anno”. Questi messaggi sono stati valutati ingannevoli, per aver vantato le caratteristiche ambientali attribuite alle bottiglie Bio Bottle con enfasi eccessiva rispetto alla reale portata dell’impegno ambientale della società.


L’Antitrust sottolinea anche alcuni aspetti del green marketing, sempre più utilizzato dalle aziende vista l’accresciuta sensibilità ambientale dei consumatori. L’Autorità ricorda che “deve ritenersi che sia onere informativo minimo imprescindibile a carico dei professionisti che intendono utilizzare tali vanti nelle proprie politiche di marketing, quello di presentarli in modo chiaro, veritiero, accurato, non ambiguo né ingannevole (come previsto dalle Linee Guida Commissione Europea). Il Consiglio dell’Unione europea, nelle conclusioni adottate in merito al Piano d’azione sulla produzione e consumo sostenibili adottato dalla Commissione nel luglio 2008, ha invitato gli Stati membri a implementare correttamente la direttiva sulle pratiche commerciali scorrette con riguardo ai c.d. claim ambientali e ha, del pari, invitato la Commissione Europea a includere tali claim in tutte le future linee guida sull’applicazione della direttiva stessa”.

 Articolo redatto da Help Consumatori

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