martedì 15 gennaio 2013

Stress: i neonati lo combattono così

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Che la mamma rappresenti per il bambino il punto di riferimento in ogni circostanza è cosa quanto mai risaputa, al contrario l’evidenza di quanto crescano non sempre bene i piccoli separati in tenerissima età dalle loro madri, ci palesa al meglio il concetto. Ma oggi questa stessa consapevolezza è scientificamente provata. Si sarebbe addivenuti a tale conclusione a seguito di uno studio effettuato dalla University of Wisconsis-Madison condotto da Lesile Seltzer e collaboratori i cui autori hanno provveduto a pubblicare l’importante acquisizione sulla rivista Proceedings of the Royal Society B. 

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Secondo tale importante lavoro scientifico il piccolo di uomo, seguito con cura dalla madre, risulterebbe di gran lunga più difeso dallo stress anche emotivo, nella stessa misura risulterebbe più protetto nei confronti delle malattie grazie al sistema immunitario che si andrebbe maggiormente sviluppando e non solo, curioso è anche il fatto che laddove il piccolo abbia ascoltato, sia pure soltanto per telefono, le parole rassicuranti della madre, il bambino ha manifestato un minore stato d’ansia.

Le fasi del lavoro scientifico hanno previsto l’osservazione di bambine di età compresa fra i sette ed i dodici anni alle quali era stato richiesto di impegnarsi in un compito di matematica. Ebbene, le piccole che prima di esibirsi in pubblico erano state fatte restare con le mamme, oppure alle quali la mamma aveva rivolto parole al telefono, hanno svolto meglio la prova e hanno sofferto di un minor grado di stress.


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Così come sarebbe stato provato scientificamente il ruolo delle attenzioni materne nel bambino anche di fronte alla consapevolezza che tali particolari cure riducono l’ormone dello stress e invece agevolano la secrezione dell’ormone peptidico ossitocina che fra le altre funzioni avrebbe anche quella di creare una correlazione tra maggiore e più efficiente funzionalità dell'encefalo, col risultato che la stessa ossitocina verrebbe coinvolta nella capacità di empatia e di comprensione dello stato d'animo altrui e in un migliore rapporto con sé e con gli altri, partecipando anche a incrementare lo stato di stima ed autostima, non per niente tale ormone viene anche definito ormone della fiducia.

   


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