giovedì 31 gennaio 2013

Vino rosso: un toccasana contro Alzheimer, infarti, ictus e tumori

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Sfatando tutte quelle teorie secondo le quali bere vino, anche se in modica quantità, farebbe sempre male, una ricerca scientifica statunitense, sarebbe addivenuta a ben altra conclusione rappresentata dal fatto che, bere vino rosso, nella giusta quantità, non solo farebbe bene alla salute, ma in qualche modo allontanerebbe lo spettro del Morbo di Alzheimer e di altre gravissime malattie.

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Secondo uno studio condotto dalla Georgetown University, infatti, sarebbe emerso che il contenuto nel vino di resveratrolo, una sostanza reperita nell’uva e presente in buona quantità proprio nel vino rosso, sortirebbe i suoi migliori effetti a livello cerebrale nell’uomo intervenendo positivamente sia nei casi di moderata demenza senile, che nei casi di Morbo di Alzheimer. Occorre però specificare che lo studio è ancora in corso e sarà completato entro il 2015, tuttavia i primi riscontri sembrerebbero confermare l’effetto positivo del “nettare degli Dei”. Ma c’è di più!


Sempre secondo i ricercatori statunitensi, il contenuto di resveratrolo nel vino, trattandosi di un antiossidante naturale, si opporrebbe ad altre malattie legate alla circolazione sanguigna. Ciò in quanto, a detta degli scienziati, l’antiossidante naturale citato deterrebbe la caratteristica di opporsi all’aggregazione piastrinica, causa, come si sa, di infarti e ictus e non solo... Ulteriori studi in materia, avrebbero riportato l’effetto positivo del vino rosso anche nel contrasto dei tumori in generale. Il motivo? La quantità di enzimi che il resveratrolo è in grado di “spazzare” via risulterebbe notevole e utilissima al contrasto delle neoplasie poichè gli stessi enzimi, una volta in circolo nell’organismo, stimolerebbero la proliferazione delle cellule tumorali.

Bere si ma con… giudizio!

Non bisogna tuttavia dimenticare le quantità che è possibile ingerire per ottenere i citati benefici. I ricercatori puntano infatti il dito sulla necessità di regolare il numero di bicchieri che è possibile ingerire nel corso della giornata al fine di ottenere il massimo degli effetti positivi del vino rosso. Ciò in quanto, laddove si eccedesse, gli effetti positivi del vino non solo si annullerebbero, ma addirittura si assisterebbe agli esiti più nefasti derivanti dall’eccesso di alcol ed in particolar modo diretti a livello epatico e non solo. Gli scienziati d’oltreoceano avvertono infatti, che la quantità ottimale di vino rosso da ingerire è costituita da uno/due bicchieri a pasto, così come a beneficiare maggiormente degli effetti positivi è per lo più il vino rosso, in quanto il vino bianco deterrebbe quantità trascurabili di antiossidanti naturali ed in particolar modo di resveratrolo che si reperta negli acini di uva che nella lavorazione del la bevanda resterebbero più a contatto del prodotto finito e che invece nel vino bianco vengono immediatamente allontanati.
--> In ultimo, fatto molto importante da stigmatizzare, è rappresentato dalla necessità di ricorrere a vini di buona qualità. Ogni altro vino rosso di mediocre o scarsa natura non sarebbe in grado non solo di opporsi all’Alzheimer, all’ictus, all’infarto e allo stesso tumore, per il ridotto apporto di antiossidanti naturali ma, addirittura, l’eccessiva concentrazione di prodotti aggiunti, spesso risulterebbe nociva alla salute stessa dell’individuo.

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