giovedì 7 febbraio 2013

Meningite: successi con nuovo vaccino


Un altro importante passo avanti è quello compiuto dalla ricerca medico scientifica a proposito del vaccino Menveo di Novartis, atto a prevenire sia le meningiti che le infezioni ad esse correlate causate da quattro ceppi diversi, ovvero il ceppo A, C, Y e W-135 di menigococco.

Una malattia, la meningite, che nei diversi ceppi riguarda una popolazione di persone fra gli 11 ed i 18 anni di età pari a 16 milioni di individui nella sola America considerati a rischio meningite e che dunque sono del tutto esposti alla malattia.

Si tratta dunque di capire di che vaccino parliamo. Ci riferiamo ad un vaccino iniettabile destinato, almeno in una prima fase, a quei soggetti a rischio meningite causata dai ceppi sopra citati per i quali viene eseguita l’iniezione direttamente nel muscolo della spalla, in unica somministrazione.

Come agisce tale vaccino

Ripercorrendo un percorso comune anche ad altri vaccini, di fatto il farmaco induce l’organismo, agendo sul suo sistema immunitario, a meglio difendersi dalla malattia e dunque, creando i presupposti affinché il sistema immunitario riconosca per tempo la sostanza estranea che penetra nell’organismo producendo i relativi anticorpi.

Secondo gli studi effettuati su Menveo, tale farmaco, prima di essere immesso nell’utilizzo comune lo si è sperimentato su 4000 soggetti di età pari o superiore agli undici anni ottenendo ottimi risultati che hanno indotto le Autorità Sanitarie a prevederne l’utilizzo.

Pochi gli effetti collaterali del farmaco, i più comuni e che comunque non presentano particolari effetti collaterali al prodotto, riguardano un paziente su dieci che ha manifestato mal di testa, nausea, malessere e dolori, eritema (arrossamento della pelle), indurimento e prurito nel sito d'iniezione, così come poche sono le controindicazioni a Menveo, ricordando che il preparato non deve essere utilizzato in soggetti che potrebbero essere ipersensibili (allergici) ai principi attivi o a uno qualsiasi delle altre sostanze, tra cui il tossoide difterico. Il vaccino non deve essere somministrato a persone che in passato hanno sviluppato una grave allergia ad un vaccino che contiene sostanze analoghe. La vaccinazione deve essere ritardata nelle persone con febbre alta. Altri indicazioni è possibile ottenerle dal foglietto illustrativo interno alla confezione, così come, la somministrazione del preparato è di esclusiva pertinenza medica.

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