venerdì 22 febbraio 2013

Ospedali: ecco come si sbriciolano quelli italiani con un terremoto


Se arriva un terremoto, l’ospedale si sbriciola. Gli ospedali italiani sono troppo vecchi e il 75% presenterebbe “gravi carenze” in caso di terremoti molto forti, di magnitudo superiore a 6 della scala Richter. È quanto emerge dalla relazione conclusiva della Commissione d’Inchiesta del Senato sul Servizio Sanitario Nazionale, presentata ieri in Senato. Lo stato della sanità italiana si fa sempre più precario e rappresenta una “conferma della grave situazione di impoverimento della sanità pubblica”, denuncia oggi Federconsumatori. Intanto a Roma rischia lo sfratto la Casa di Peter Pan.

Lo stato dell’arte fotografato dalla Commissione d’inchiesta delinea “un quadro nazionale che evidenzia una diffusa vetustà delle strutture ospedaliere esistenti”. Il 75% delle strutture verificate, 200 in tutta Italia, presenterebbe “carenze gravi per terremoti molto forti”. In pratica, “se si verificasse un terremoto particolarmente violento – informa la relazione – con magnitudo superiore a 6,2-6,3, il 75 per cento degli edifici che sono stati verificati crollerebbe”. Il 60% degli edifici avrebbe invece “carenze per terremoti abbastanza importanti” (sismi di intensità 6 sulla scala Richter). E sono almeno 500 le strutture in zone sismiche che avrebbero bisogno di interventi, anche perché rappresentano altrettanti presidi importanti di soccorso in caso di emergenza.

“La relazione della Commissione di inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale rivela una situazione sconcertante: almeno 200 strutture ospedaliere rischiano di sbriciolarsi in caso di terremoto – rilancia oggi FederconsumatoriUn vero e proprio allarme sull’edilizia ospedaliera nelle aree a rischio sismico. Da tempo cerchiamo di richiamare l’attenzione e la responsabilità di chi ha il potere di intervenire, sia a livello centrale che periferico, sui rischi che corre il diritto alla salute”.

L’accesso alle cure sta diventando sempre più proibitivo per un numero crescente di famiglie, afferma l’associazione, che denuncia anche un altro caso clamoroso: a Roma rischia lo sfratto la Casa di Peter Pan, struttura che offre assistenza ai bimbi malati di cancro e alle loro famiglie. L’Associazione Peter Pan Onlus è nata a Roma dal desiderio di un gruppo di genitori di bambini malati di cancro di offrire ad altre famiglie un aiuto concreto per affrontare nel migliore dei modi la dura esperienza della malattia e ha ricevuto nel 2004 la Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica da parte del Presidente della Repubblica.

La stessa Casa di Peter Pan, che oggi terrà una conferenza stampa sul caso, spiega sul proprio sito che “la Regione Lazio attraverso il suo ente IRAI ha deciso di sfrattare i bambini oncoematologici di Peter Pan dalla loro casa di Roma dando 10 giorni per “liberare l’edificio”. Peter Pan ha sempre pagato gli affitti all’ente regionale e non ha mai ricevuto alcun finanziamento da parte di enti pubblici. La chiusura della casa priverà della nostra assistenza gratuita centinaia di bambini e le loro famiglie”. La struttura ha ospitato in modo gratuito, dal 2000, oltre 600 malati con le loro famiglie, permettendo loro di ricevere cure adeguate presso i reparti onco-ematologici dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù e del Policlinico Umberto I. Perché il rischio sfratto? Perché la Regione chiede di “adeguarsi ai canoni commerciali della zona”, in Trastevere, portando a livelli insostenibili l’affitto richiesto alla struttura.
Articolo redatto da Help Consumatori

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