martedì 9 aprile 2013

Dieta e attività fisica: gli adolescenti che non seguono corretti stili di vita, gli infartuati di domani



Gli Stati Uniti sono dal punto di vista alimentare e degli stili di vita in particolare degli adolescenti, un pessimo esempio per tutto il resto del mondo. Proprio oltreoceano, infatti, si assiste più che altrove a regimi alimentari del tutto scorretti soprattutto da parte degli adolescenti con la conseguenza di verificare, soprattutto in questa popolazione, condizioni patologiche potenziali quali l’obesità col seguito di vere e proprie malattie ad essa correlate, a partire dall’ipertensionearteriosa, diabete, ipercolesterolemia, infarti e ictus. Insomma, se è noto che obesità e scarso esercizio fisico aprono la strada da adulti alle malattie sopraccitate, vero è anche che l’intervento su questi stili di vita potrebbe essere risolutore nella prevenzione di tutti quegli stati patologici insorti da adulti, soprattutto nella mezza età. 

A questo risultato è giunto uno studio
--> pubblicato su Circulation e coordinato da Donald Lloyd-Jones, direttore del Dipartimento di medicina preventiva alla Northwestern University di Chicago, Illinois. 


«Se un adulto arriva a mezza età con un basso rischio cardiovascolare, è probabile che questo rimarrà tale per il resto della vita, la quale sarà più lunga di quella di un adulto che ha sempre avuto un rischio cardiovascolare elevato» sottolinea il ricercatore. «In altre parole, se il pericolo per il cuore è alto da giovane, resterà tale anche da adulto e sarà difficile abbassarlo cambiando stile di vita» aggiunge Lloyd-Jones, spiegando l’obiettivo dello studio: stimare, tra gli adolescenti statunitensi, la prevalenza dei singoli componenti della salute cardiovascolare individuati dall’American heart association (Aha) nel 2010. Perseguendo questo obiettivo entro il 2020 i ricercatori stanno perseguendo una strada volta alla salvaguardia della salute dei giovani seguendo almeno sette semplici regole di vita indispensabili alla prevenzione delle malattie che da adulti interessano i giovani di oggi a partire dal bando del fumo, proseguendo dal ricorso all’attività fisica, al contrasto dell’obesità, alla restrizione del regime alimentare perseguendo una dieta varia e congrua, dal contrasto dell’ipercolesterolemia, dal controllo della pressione e della glicemia. Da 4.673 giovani di età compresa tra i 12 e i 19 anni, rappresentativi degli oltre 33 milioni di adolescenti nordamericani, è emerso che meno della metà segue in modo ideale almeno cinque delle sette regole. In particolare, pochi seguono una dieta sana e praticano sufficiente attività fisica. Se poi guardiamo ai livelli di colesterolo scopriamo che se la glicemia nei giovani resta normale a lungo, la stessa cosa non può dirsi per quanto concerne il tasso di colesterolo che, silentemente tende ad elevarsi con tutti i danni che ne conseguono. Da segnalare anche che quasi un terzo degli adolescenti ha un indice di massa corporea più alto di quanto dovrebbe e per giunta fuma. Viceversa, la pressione del sangue è quasi sempre entro i limiti.  «È essenziale, quindi, far sapere a tutta la nazione che l’impostazione di uno stile di vita sano nei primi anni di vita è fondamentale per mantenere una buona salute cardiovascolare in età avanzata» conclude Lloyd-Jones.
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