lunedì 6 maggio 2013

Acido folico: perchè è tanto importante in gravidanza



Quale donna, soprattutto all’approssimarsi della gravidanza, non conosce l’acido folico, una vitamina che rientra all’interno del gruppo di quelle vitamine cosiddette idrosolubili, ovvero che si solubilizzano in acqua. L’acido folico è indispensabile alla donna gravida e l’assorbimento di tale vitamina avviene a livello intestinale.

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--> Perché si ricorda la sede dell’assorbimento da parte dell’organismo dell’acido folico? Perché laddove esistessero patologie a carico dell’intestino, compresi dismicrobismi intestinali, si potrebbe assistere ad un mancato o scarso assorbimento dell’acido folico, fatto tutt’altro che trascurabile durante la gestazione. L’acido folico ovviamente non è reperibile soltanto mediante integratori alimentari, la natura ci offre coi vegetali, frutta e verdura, il giusto quantitativo di tale vitamina che, soprattutto si reperta in quei vegetali a foglie verdi e laddove si assistesse da parte della donna ad un’alimentazione equilibrata, tale situazione potrebbe essere sufficiente per rispondere alle necessità dell’organismo che richiede qualcosa come 0,2  mg. al giorno di questa sostanza la cui quantità si raddoppia in presenza di una gravidanza. Tuttavia, la cottura in primis e una dieta per lo più sbilanciata, rischiano di mettere in crisi il fabbisogno di acido folico ecco perché, gioco forza, si dovrà, durante la gravidanza, anzi, ancor prima che questa si presenti, ricorrere agli integratori alimentari. Anche malattie quali il diabete, la celiachia o condizioni che aprono la strada alle malattie, quali l’alcolismo, possono condurre in breve tempo al malassorbimento di acido folico.

Perché in gravidanza l’acido folico è tanto importante?

Perché tale vitamina, che viene assorbita dall’embrione, è indispensabile per lo sviluppo del tubo neurale e dunque dello sviluppo dell’embrione stesso e dei suoi organi vitali, al punto che in presenza di scarso assorbimento di acido folico da parte della madre e di conseguenza del figlio che porta in grembo, si assiste a gravi malformazioni congenite del nascituro. Questo fatto orienterebbe ancora di più verso la necessità di gravidanze programmate, poiché l’aumentato fabbisogno di folati potrebbe avvenire quando la donna non sa ancora di essere gravida, ovvero, entro i primi trenta giorni e potrebbe, per questo fatto, non orientarsi verso una dieta ricca di questa vitamina. Importante segnalare anche altre patologie, quali le anemie magaloblastiche, responsabili della carenza di acido folico e spesso tale carenza non è isolata, andandosi ad aggiungere a carenze di zinco. L’eventuale sbilanciamento in eccesso di acido folico da parte della donna non è un problema, stante l’evidenza che l’eccesso di questa vitamina è compensato dall’eliminazione con le urine da parte della gestante, ma è buona norma, come accade con tutte le altre vitamine, non eccedere mai con le dosi.
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