domenica 26 maggio 2013

Depressione e disturbi dell'umore: ecco come ci condiziona ciò che mangiamo

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Avete mai pensato che i nostri comportamenti quotidiani possono essere influenzati da ciò che siamo soliti portare in tavola? Credereste che dal menù quotidiano potremmo ricavare sostanze che ci migliorano o peggiorano la giornata da un punto di vista umorale e persino comportamentale? Se non ci avete pensato, fatelo perché, sarà che oggi è difficile seguire una dieta equilibrata, sarà che in quest’epoca a tutto si pensa meno che ad alimentarsi bene, sarà che per farlo occorrono risorse che a volte non siamo in grado di impiegare, fatto sta che una certa depressione latente che è in noi spesso trova la causa proprio nei piatti che siamo soliti portare in tavola, ecco perché.


Pare infatti esistere una stretta connessione fra ciò che mangiamo e i disturbi di umore che spesso condizionano la nostra vita e ciò quasi sempre trae origine dai micronutrienti che siamo soliti ingerire. Pensiamo al ferro, all’acido folico, allo zinco, al selenio e alle diverse vitamine ed in particolare alla vitamina B12 e B6. Ad esempio, sembrerebbe accertato che una dieta privata o impoverita di queste ultime vitamine porti alla lunga a forme di depressione oa disturbi dell’umore di una certa rilevanza e laddove tali disturbi sono già presenti nell’individuo, tale carenza li peggiora. Pensiamo anche all’acidofolico, di cui ci ricordiamo per la verità solo in caso di gravidanza per gli effetti che tale vitamina determina nel bimbo portato in grembo dalla mamma. L’acido folico ha effetti importanti invece anche negli adulti indipendentemente dai sessi, al punto che, recenti studi scientifici avrebbero concluso che una dieta povera di questa vitamina espone l’individuo nel tempo a forme talora importanti di depressione e nei depressi conclamati in cura con farmaci antidepressivi, la stessa dieta carente di acido folico crea resistenze tali da rendere meno efficaci le terapie. Anche i minerali disciolti negli alimenti hanno grandissima importanza nell’umore della persona, a partire dal Calcio. Una dieta squilibrata che preveda poco calcio, al di là delle ripercussioni tipiche di questo minerale nella formazione dell’osso, si riverbera anche nei disturbi comportamentali a partire dall’ansia per finire alla depressione, gli stessi sintomi che sono associati alla carenza di vitamina D assunti al punto che laddove si assiste ad una severa carenza di questa vitamina, il rischio di incorrere in disturbi cognitivi è tutt’altro che marginale.

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Se poi pensiamo al cromo dobbiamo ricordare che nei soggetti depressi questo microelemento inserito all’interno di una dieta equilibrata migliora la prognosi di questi malati perché aumenta la captazione del farmaco assunto per le cure. Nei bambini invece il minerale più importante che non dovrebbe mai mancare nell’alimentazione è il ferro. Le carenze di ferro potrebbero ripercuotersi in maniera importante sullo sviluppo cerebrale. Il magnesio invece ha un ruolo importante in alcuni sintomi associati alla depressione, così come una dieta privata di zinco parrebbe determinare un effetto depressivo ed accentuare l’aggressività.

La conclusione scientifica è che ciò che utilizziamo per alimentarci ha un ruolo chiave nel nostro umore e nel nostro comportamento e alla luce di tutto ciò, non possiamo più immaginare gli alimenti e i suoi costituenti necessari solo per lo sviluppo armonico del corpo e il suo benessere. Gli studi proseguono per affinare le conoscenze, ma è ormai assodato che spesso il nostro comportamento, soprattutto in certi periodi della nostra vita, è strettamente dipendente dalla nostra alimentazione e se ci pensiamo ci accorgiamo che più abbiamo disturbi dell’umore e più ci alimentiamo male, innescando così un meccanismo ancor più strettamente connesso con un’alimentazione sbagliata.
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Dunque, se è noto tutto ciò, vediamo di stabilire quali cibi in generale sono più indicati per il benessere psicofisico e quali meno, cominciando col dire che una dieta interamente o quasi costituita  da grassi e zuccheri, tende ad aumentare i disturbi dell’umore e in chi è affetto da malattie mentali, pensiamo alla depressione ad esempio, tende a peggiorare lo stato emotivo comportamentale dei pazienti. Allo stesso tempo una parte importante di quanto e cosa mangiamo è giocata dalle emozioni provate in quel momento. I livelli di zuccheri nel sangue ad esempio possono influire, per mantenerli stabili nel corso della giornata è fondamentale non saltare i pasti, e preferire cibi con un lento rilascio di zuccheri (IG basso).

Vediamo in pratica allora quali cibi possono migliorare l’umore e quali altri possono peggiorarlo, lo vediamo nella tabella che segue.


Fonti: Kaplan 2007 Vitamins, Minerals and Mood - 28 Weyer, CV et al (2005) Changing Diets, Changing Minds: how food affects mental well being and behaviour. 31-34, 49, 61 London: Sustain. A cura di Lilly Farmaceutici

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