giovedì 9 maggio 2013

Mestruazioni: quando il flusso mestruale è esagerato, non bisogna rassegnarsi!



L’eccessivo flusso mestruale in quei giorni canonici della donna è qualcosa di più frequente rispetto a quanto si pensi, solo la riservatezza di molte donne fa si che tale situazione sembri meno ricorrente di quel che di fatto è, con la conseguenza che la metrorragia, indicando con questo termine l’eccessiva perdita ematica limitatamente a quei giorni e la menorragia, indicando questa volta la perdita ematica nel periodo intermestruale, rappresenta un vero e proprio problema per un numero molto cospicuo di appartenenti al gentil sesso.

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D’estate, poi, il fenomeno si acuisce e rappresenta un problema aggiunto rispetto a tutti gli altri periodi dell’anno. Ovviamente il caldo a causa della vasodilatazione indotta finisce per rendere difficile notevolmente le cose fino a giungere a vere e proprie complicanze cliniche, come ha rilevato la Società di Endoscopia Ginecologica ( SEGI ).

“Parliamo di patologia (metrorragia) quando le perdite eccessive causano astenia ed anemia, ha detto Giampietro Gubbini, ginecologo, Ma accanto a questo gruppo di pazienti esiste un ben più ampio universo di donne con mestruazioni abbondanti che patiscono una limitazione della qualità della vita, con un disagio che si sopporta come fisiologico ed inevitabile”. La soluzione alle perdite ematiche abbondanti è riservata alla terapia farmacologica o agli interventi chirurgici che molto spesso sono considerati definitivi e tante altre volte demolitivi, anche se ultimamente si ricorre sempre di più ad un sistema intrauterino definito levonorgestrel quale ottima alternativa ad ogni altro sistema applicato fino adesso. La regione d’Italia che più di altre si è attivata nel percepire per prima la gravità della situazione ed al contempo prevedendone la soluzione rappresentata da progetti ad hoc, è l’Emilia Romagna. “Il percorso assistenziale, realizzato dal Dipartimento Materno Infantile dell’AUSL di Modena, prevede l’integrazione tra medici di medicina generale, nuclei di cure primarie, ginecologi di libera professione, consultori familiari e unità ospedaliere di ginecologia e ostetricia” spiega Giuseppe Masellis, direttore di questo dipartimento.
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