venerdì 21 giugno 2013

Celiachia: troppo cara la dieta per i malati

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Presto potremo dire addio alla celiachia, la nota malattia da intolleranza al glutine, ma finchè tale patologia non verrà del tutto debellata, gli affetti da celiachia dovranno sottostare alla dieta a loro riservata. Ma c’è un problema, tutt’altro che marginale soprattutto in periodi di crisi economica come quelli che stiamo vivendo, i costi stellari per seguire le diete apposite.



Secondo uno studio recente condotto dall’Osservatorio dell’Associazione italiana celiachia (Aic), i costi per seguire una dieta per celiaci ammontano per i celiaci italiani a 200 milioni di euro all’anno. Segno evidente che il costo di una dieta completa per un celiaco è tre volte superiore rispetto ad una dieta normale seguita da un soggetto non affetto dalla malattia. Infatti, solo per acquistare dodici ingredienti seguiti dai celiaci, ovvero, pane, pasta, farina e preparati per pizze, biscotti e merendine, prodotti pronti surgelati, si spendono anche 60 euro, contro i 25 euro richiesti ad una persona sana. Se consideriamo la scarsa varietà a volte dei menù offerti ai celiaci, si comprende bene perché sovente tali diete sono puntualmente disattese da questi pazienti.

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La fetta più importante della torta relativa alle spese per l’acquisto degli alimenti speciali per celiaci è destinata alle farmacie, dove si arrivano a spendere qualcosa come 140 milioni di euro, la parte più esigua è invece destinata ai negozi specializzati e 45 milioni alla grande distribuzione. Si dirà, ma il celiaco può contare sul rimborso da parte del S.S.N. ed invece, su 200 milioni di spesa media per l’acquisto di alimenti speciali, 50 milioni di euro restano scoperti dai rimborsi e restano a carico del malato. Oltretutto, per stessa ammissione dei pazienti, non è facile restare entro i rigidi paletti della loro dieta: il 60%, infatti, ammette che non riesce a resistere ai cibi con glutine, e per uno su due è quasi impossibile non trasgredire. Secondo lo studio, il 35% dei celiaci ritiene la dieta senza glutine un regime alimentare troppo rigido. Tuttavia sette su 10 sono consapevoli che interromperla può nuocere alla loro salute. Nonostante questo, il 15% dei pazienti ha trasgredito almeno una volta nell'ultimo mese, ma dopo averlo fatto solo il 4% si sente gratificato e soddisfatto mentre il 35% si sente in colpa e in un caso su cinque non ne parla a nessuno, nemmeno al medico (meno del 3% lo fa). Per ridurre la comprensibile voglia di trasgressione, secondo gli esperti, bisognerebbe aumentare disponibilità e varietà dei prodotti senza glutine, magari diminuendone anche il prezzo.
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