giovedì 13 giugno 2013

Lupus eritematoso: risultati eccellenti con i farmaci biologici





Una delle più temibili malattie autoimmuni che si conoscano, il lupus eritematoso, anche noto come Les, si avvale sempre di più di nuovi farmaci che ne migliorano la prognosi molto meglio di un tempo ed in maniera più completa rispetto a quanto si facesse fino a qualche decennio fa. Una notizia superlativa per quei tanti pazienti, soprattutto donne, visto che di Les il “sesso debole” si ammala nove volte di più dell’uomo e che a causa di questa malattia va incontro a danni serissimi ai propri organi, fino alla morte in alcuni casi più gravi e comunque compromettendo severamente la propria qualità della vita.


L’approccio
--> terapeutico in passato era solo rappresentato da quei farmaci cosiddetti immunosoppressori, in grado in qualche modo di “spegnere” l’infiammazione provocata dalla malattia, fra questi molto usati erano i cortisonici che però esponevano il paziente ad importanti effetti collaterali quando questi era costretto ad assumerli per lungo tempo ed ad alto dosaggio. --> In maniera minore, ma pur sempre importante, erano i danni cagionati dai fans, i farmaci antinfiammatori non steroidei usati per lenire i dolori associati alla malattia e la stessa infiammazione, così come tutti quegli altri farmaci utilizzati per ridurre l’infiammazione, associati o meno ad altri, provocavano alla lunga veri e propri disastri che unendosi ai danni della malattia vera e propria costringevano il paziente ad un penoso percorso di vita quando veniva colpito da Les. Tali farmaci erano rappresentati dagli antimalarici (Plaquenil ad esempio) e da antineoplastici quali ad esempio il Methotrexate. Gli effetti collaterali dei maggiori immunosoppressori sono rappresentati dal rischio per il paziente di esporsi alle infezioni, anche banali, ma pur sempre in grado di rappresentare per il malato un serio rischio per la stessa vita. Senza considerare gli altri rischi associati a questi farmaci. Il ricorso ai farmaci cosiddetti  biologici anche per la cura del Les, ha invece aperto la strada ad un approccio terapeutico sicuramente più efficace e foriero di grandi prospettive soprattutto in futuro man mano che si affinano le tecniche terapeutiche. 

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Uno dei farmaci biologici che trova maggiore indicazione contro il lupus eritematoso è rappresentato dal belimumab, un anticorpo monoclonale che si oppone a quegli anticorpi che vanno a colpire la stesso organismo innescando le continue infiammazioni tipiche delle malattie autoimmuni dove si assiste proprio all’evidenza di come il corpo, per un  meccanismo sbagliato intrinseco, finisce per aggredire se stesso. Tale farmaco è attualmente riservato a quei pazienti ai quali la terapia tradizionale arreca disturbi importanti senza apportare miglioramenti nella prognosi. Chiaramente, più precoce è la diagnosi e più efficace è l'intervento con la terapia. Ma non è sempre facile cogliere i segnali.

Importante è infatti segnalare che sovente il paziente si presenta dal medico a causa di tutta una serie di disturbi sfumati di non semplice ed immediata interpretazione. Pensiamo alla febbre non associata a cause infettive in atto, pensiamo anche alla perdita di capelli cospicua e quasi improvvisa, così come da segnalare anche quegli eritemi della pelle che si associano sempre alla malattia. Insieme a questi primi sintomi scopriamo nei pazienti affetti da Les vere e proprie crisi ipertensive, dolori articolari diffusi e ingravescenti e nei casi gravi paresi fino a vere e proprie  crisi epilettiche. 

Il ricorso al laboratorio con l’esecuzione degli esami del sangue specifici atti a rivelare la presenza di quei marcatori della malattia, accerta la presenza del lupus eritematoso e apre la strada alla terapia vera e propria, dove i biologici, come avviene con tante altre malattie autoimmuni, risolve per lo più il problema restituendo al paziente una qualità di vita normale, pur non affrancandolo mai dalla malattia in sé.

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