mercoledì 17 giugno 2015

Scabbia: non facciamo tutto facile!





A proposito dell’infestazione da scabbia causata dalle ondate migratorie, visto che vengono sempre osteggiati coloro i quali ragionevolmente vorrebbero contrastare tali incontrollati flussi migratori anche invocando un possibile allarme sanitario, si è giunti persino a dire che contro la scabbia basta una pomatina e tutto passa. Quel che peggio è che certe colpevoli leggerezze ci vengono dal nostro premier Renzi che, dall’alto della sua sapienza, rassicura nei talk show, senza contraddittorio, ovviamente, che intanto la scabbia si trasmette solo abbracciando i profughi, dunque ecco la ricetta, evitiamo di abbracciarci con i profughi, magari chiamiamoli anche clandestini ed evitiamo di avere contatti sessuali con loro e siamo tutti al riparo! Ma nella malagurata ipotesi ci fossimo abbandonati a queste affettuose pratiche, che problema c’è! Una pomatina e tutto va via! Ma perché trasmettere e per di più, per bocca del Presidente del Consiglio, certi messaggi semplicistici?


Intanto non è vero che per prendere la scabbia bisogna soltanto abbracciare i profughi o avere contatti sessuali con loro, perché in questo ultimo caso non basterebbe neanche il preservativo per proteggerci. L’acaro che porta alla scabbia Sarcoptes scabiei,  sopravvive fuori dal suo ospite anche 36 ore, ciò significa che se anche ieri avessero sgombrato la stazione di Milano, o i pazienti affetti da scabbia avessero lasciato il treno e questo non fosse stato accuratamente lavato o disinfestato, chi si siede al posto loro o chi ha contatto con le superfici dove un paziente affatto da scabbia ha soggiornato, ha alte possibilità di contrarre la malattia, soprattutto d’estate. L’acaro privilegia il calore, basti pensare che dopo un bagno caldo il paziente ha esacerbazione del prurito.

A sentire i buonisti di turno, invece, che sarà mai la scabbia? quasi un giusto pedaggio che ci tocca pagare per il fatto di attrarre tanti clandestini. A parte che non si capisce perché dovremmo avere questo fio da pagare, ma c’è anche da dire che se è vero che parliamo di una malattia benigna, vero è che in certi soggetti, pensiamo agli anziani affetti da multipatologie, o agli immunodepressi, anche la scabbia può presentare problemi di salute, magari slatentizzando altre malattie o aggravandone altre. Per non contare che l’impetigine,un’infezione acuta della pelle, che a volte si accompagna alla scabbia a causa del fatto che ci si gratta, è una patologia dermatologica a tutti gli effetti, che se anche non grave, richiede una terapia antibiotica per guarire e tanto disagio ed è pur sempre una malattia, non un semplice malessere temporaneo, visto che nei casi estremi o quando non viene curata, può causare danni anche seri agli organi interni, pensiamo ai reni. Ovvio che non si deve fare allarmismo, ma neanche minimizzare ogni cosa per giustificare l’incapacità del Governo a fronteggiare una situazione che sta divenendo esplosiva.

Infine, parliamo delle cure per la scabbia. Certo che la scabbia è curabile, ma non si cura come dice Renzi, sic et simpliciter, con una pomatina da mettere quasi distrattamente fra un’occupazione e un’altra della giornata. La cura è impegnativa, si usano unguenti o pomate che non si applicano solo sulla parte che prude, ma su tutto il corpo, visto che gli acari migrano. Tale crema o unguento deve permanere sulla pelle per non meno di 8 ore e poi con una doccia ci si lava del tutto. Si potrebbe guarire nel giro di una settimana, così come potrebbero essere necessarie anche un paio di settimane e più e i trattamenti andranno ripetuti fino a quando non scompare il prurito che è il sintomo principale che indica la presenza nel corpo ancora del parassita. Verrebbe da pensare ai tanti anziani che dovessero imbattersi in questa non grave patologia, come sarebbe difficile per loro applicare certi unguenti e certe pomate specifiche… Infatti se è insensato fare allarmismi o ancor peggio terrorismo psicologico, ancora più insensato e colpevole è minimizzare le cose solo per soffocare in questo modo il clima di malcontento generale che si sta innescando in questi difficili periodi fra la gente.

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