sabato 29 agosto 2015

Autismo: la "mamma frigorifero" è una grande sciocchezza, esiste ben altro!






Si è fatto, soprattutto negli ultimi tempi, un gran parlare di autismo, complice il fatto che oggi quanto mai la scienza è impegnata nello studio di questa grave condizione, da una parte, ma anche alla luce di alcune rivelazioni che alla fine stanno facendo più confusione che chiarezza sulla affezione che riguarda una platea sempre più numerosa di pazienti che ne soffrono. Ad esempio oggi sappiamo per certo che in Italia un bambino su 180 nasce con forme, magari non del tutto palesi, di autismo.


La
buona notizia è che in ambito legislativo finalmente si è fatto qualcosa di concreto per malati e loro famiglie. Lo prevede una Legge del 5 agosto scorso, che ha stabilito che l’autismo debba essere inserito nel novero delle grandi patologie e, dunque, dovranno essere garantiti livelli di assistenza specializzata alle famiglie di bambini non solo autistici, ma anche con disturbi definiti di spettro autistico e quindi, dovranno essere assicurati a tutti i pazienti e alle loro famiglie, in qualsiasi regione d’Italia residenti, trattamenti e percorsi riabilitativi adeguati.

Fatta la legge trovata la falla

Dunque la legge esiste, ma come al solito in Italia, mancano le coperture finanziarie. Si è infatti constatato da subito che mancano finanziamenti specifici per il trattamento dell’affezione, mancano percorsi stabiliti e riconosciuti validi dalla Comunità Scientifica in assenza dei quali ci si rivolge a strutture o Associazioni che non basano il loro lavoro su nessuna delle basi scientifiche richieste.

Eppure l’autismo riguarda una platea di almeno 368 mila famiglie al cui interno c’è un soggetto autistico. La legge di cui si è parlato prevede che tale soggetto debba essere seguito anche oltre la minore età, questo era il grosso limite dei precedenti interventi legislativi e questo, insieme alla maggiore consapevolezza da parte dei medici nel rapportarsi con questa patologia, ha di fatto ingrandito il numero di pazienti affetti da autismo, per la semplice ragione che oggi si riesce a diagnosticare e a prevedere forme di autismo che ieri erano destinate ad essere inserite in un elenco di affezioni generiche senza che venisse loro riconosciuto il disturbo di tipo autistico.

Via i preconcetti e le false cause di autismo

Come spesso accade di fronte a malattie o affezioni impegnative che mostrano diverse sfaccettature, anche per l’autismo si è fatto un gran parlare sulle cause che accompagnavano il suo esordio nel bambino. Si è addirittura parlato di mamma frigorifero”  Con tale bizzarra definizione si indicava il rapporto quasi conflittuale che esiste fra il bambino e sua madre la quale assumendo atteggiamenti freddi nei confronti del proprio figlio, ecco l’idea del frigorifero, addirittura glaciali, finiva con costringere il bambino all’isolamento, manifestando in questo modo nel tempo forme di autismo più o meno conclamate. Oggi tale teoria pare destituita di ogni fondamento.

Secondo un importante Studio scientifico californiano infatti, non è la “mamma frigorifero” a causare autismo nel bambino né tanto meno i vaccini, visto che anche su questi presidi sanitari si è fatto un gran parlare negli ultimi anni ritenendo, a torto, che i vaccini detenessero delle sostanze al loro interno capaci di scatenare forme di autismo anche gravi. Secondo lo studio dell’Università della California, l’autismo trae origine durante la gestazione, con una particolare conformazione di alcune aree cerebrali: non c'è nessuna epidemia, rispetto al passato le diagnosi sono di più solo perché ormai i medici riconoscono e chiamano col suo nome un disturbo spesso identificato con altro.

Ciò che invece è davvero importante ai fini della cura e del miglioramento dei sintomi di autismo è la diagnosi precoce, ecco perché dovrà essere l’Istituto Superiore di Sanità l’ente che dovrà aggiornare le Linee guida sul trattamento di questo disturbo, le Regioni attraverso i LEA dovranno garantire le prestazioni per la diagnosi precoce, la cura ed il trattamento personalizzato, ma anche corsi di formazione e sostegno alle famiglie con un bambino autistico. Così come ci si auspica che si ponga fine alla cronica carenza di organico per quanto attiene gli insegnanti di sostengo e di personale specializzato per la cura e per seguire il soggetto anche domiciliarmente tutti i giorni dell’anno. Ciò anche alla luce del fatto che purtroppo nelle famiglie dove vi sia un bambino autistico, domani ci sarà un adulto autistico che dovrà essere seguito passo dopo passo in tutti gli anni della sua vita, fino a quando la scienza magari non rivelerà percorsi rivoluzionari nel trattamento di tali pazienti. 

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