mercoledì 16 settembre 2015

Alimenti per l'infanzia: troppi i nutrienti inutili se non addirittura dannosi






Il latte artificiale per l’infanzia deve essere sicuro e adatto a soddisfare il fabbisogno nutrizionale dei bambini. Negli alimenti per lattanti e negli alimenti di proseguimento, il limite massimo per le proteine dovrebbe essere ridotto a 2,5 g/100 kcal in entrambe le categorie di alimenti a base di proteine del latte, e a 2,8 g/100 kcal in entrambe le categorie contenenti proteine isolate di soia oppure proteine idrolizzate. Questo il parere aggiornato dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa).




L’Efsa ha infatti espresso “delle raccomandazioni sui livelli di assunzione di energia, macronutrienti e micronutrienti relativi agli alimenti per lattanti e agli alimenti di proseguimento. Le raccomandazioni – spiega l’Autorità – sono contenute in un parere scientifico vertente sulla composizione di base degli alimenti per lattanti e degli alimenti di proseguimento, ove si riesamina il parere espresso dal Comitato scientifico per l’alimentazione nel 2003 tenendo conto di evidenze scientifiche più recenti. Il parere ricalca inoltre un parere Efsa pubblicato nel 2013 su fabbisogni di nutrienti e assunzione alimentare di lattanti e bambini piccoli nell’Unione europea”.




Quali dunque i contenuti del parere? Il gruppo scientifico raccomanda livelli minimi e massimi di energia per i lattanti (fino a un anno di età) rispettivamente di 60 kcal per 100 ml di latte artificiale e 70 kcal per 100 ml. In particolare, quello che viene proposto è un abbassamento del limite delle proteine. Spiega l’Efsa: “Le quantità proposte per grassi e carboidrati non differiscono in maniera significativa da quelle prescritte dai regolamenti attuali. Il gruppo scientifico propone tuttavia che il limite massimo per le proteine venga ridotto da 3g/100 kcal negli alimenti per lattanti e 3,5 g/100 kcal negli alimenti di proseguimento a 2,5 g/100 kcal in ambedue le categorie di alimenti a base di proteine del latte, e a 2,8 g/100 kcal in ambedue le categorie contenenti proteine isolate di soia oppure proteine idrolizzate. A motivazione di ciò gli esperti hanno addotto di non ritenere vi siano prove di un’esigenza fisiologica di assunzioni così elevate di proteine e che le assunzioni correnti di proteine sono ben al di sopra dei fabbisogni reali”.



Per i micronutrienti sono stati proposti livelli minimi perché “da un punto di vista nutrizionale, non vi è alcuna necessità di superare tali quantitativi nei latti artificiali”. Il parere afferma inoltre che il latte vaccino, il latte di capra e le proteine isolate di soia sono proteine sicure e adatte all’uso negli alimenti per lattanti e in quelli di proseguimento a base di proteine intatte, e che “la sicurezza e idoneità di altre fonti di proteine e/o nuove tecnologie produttive devono essere valutate clinicamente prima del loro impiego”. Stabilisce che la sicurezza di ogni alimento contenente idrolizzati proteici deve essere stabilita da una valutazione clinica da condurre prima dell’impiego, e che “non vi è alcun bisogno di aggiungere acido arachidonico, acido eicosapentaenoico, oligosaccaridi non digeribili, probiotici o simbiotici, cromo, fluoro, taurina e nucleotidi negli alimenti per lattanti e negli alimenti di proseguimento”.

Ufficio Stampa Help Consumatori


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