venerdì 4 settembre 2015

Poliomielite: in Ucraina è rischio epidemia




C’è qualcuno che inseguendo teorie strampalate secondo le quali i vaccini siano forieri di malattie spesso persino peggiori di quelle che si tende a curare con tali presidi, sceglie, scientemente, di non vaccinare i propri figli, assumendosi una responsabilità enorme per le conseguenze che avrà indotto ai propri bambini. Se qualcuno pensa che dai vaccini bisogna stare alla larga, gli sarà utile gettare lo sguardo in Ucraina, dove chi ha scelto l’obiezione oggi ha di che pentirsene.



In Ucraina infatti si sono registrati due casi di bambini andati incontro a paralisi per gli esiti della poliomielite, i due piccoli pazienti hanno rispettivamente 4 e 10 anni e non erano stati vaccinati contro il virus della polio. Il caso dei due bambini segue quello avvenuto cinque anni fa in Russia dove furono 14 le persone che riportarono i danni della malattia perché non vaccinati contro di essa. La brutta notizia è che secondo le Autorità, il numero di pazienti già infettati ma che non ha ancora manifestato i segni della malattia è molto più alto, al punto da spingere l’Organizzazione Mondiale della Sanità a lanciare l’allarme epidemia nel Paese.


Il vaccino, unico baluardo possibile


La preoccupazione dell’OMS è soprattutto rivolta a quei bambini che risiedono nella parte sud occidentale della nazione a ridosso di Stati quali Romania, Ungheria, Slovacchia e Polonia, in due villaggi a pochi chilometri di distanza. D’altra parte laddove si esamina il rischio epidemia degli abitanti dell’Ucraina nelle zone vicine a Stati dove la vaccinazione è pressoché capillare, il rischio malattia si abbassa sensibilmente. 


Una malattia aggressiva e pericolosa 


Oggi si tende a ricordare la poliomielite solo rifacendosi a qualche immagine del passato. Eppure la malattia esiste e se non si palesa anche da noi è solo perché, per fortuna, si è scelta da decenni la via del vaccino. Chi non si vaccina, come avviene in larga parte dell’ Ucraina, viene infettato da un virus mutante e più aggressivo che non attecchisce nei bambini già vaccinati, nonostante la mutazione che nell’arco di un anno ha subito, ma colpisce coloro i quali per qualsiasi ragione non siano stati coperti dal piano vaccinale completo. In Ucraina esiste purtroppo quest’ultima condizione, visto che in questa nazione solo la metà dei bambini è stata vaccinata contro la poliomielite e le altre malattie prevedibili. 


Eppure parliamo di una delle malattie più devastanti causati da un virus che colpendo il sistema nervoso causa in brevissimo tempo una paralisi progressiva del soggetto ammalato. Quando il virus ha infettato l’individuo non è più possibile intervenire farmacologicamente per arrestare la malattia. L’unica strada percorribile è quella di limitare i danni già avvenuti agendo a volte anche chirurgicamente e con la fisioterapia cercando di ridare un minimo vigore a quei muscoli di fatto paralizzati per sempre. 


Eppure l’Ucraina insiste a non vaccinare i propri bambini


«I due casi di poliomielite in Ucraina nella zona Ovest del Paese non sono legati agli scontri contro la Russia che si stanno verificando nella zona orientale» spiega Hamid Jafari, responsabile della lotta contro la poliomielite all’Oms. «Piuttosto- spiega al New York Times - molti genitori ucraini hanno scelto di non vaccinare i figli dopo il caso di uno studente che nel 2008 morì apparentemente di sepsi poco dopo il vaccino contro il morbillo, parotite e rosolia». 



Insomma, una decisione autonoma di alcune famiglie che nel giro di poco tempo hanno fatto tanti proseliti nella nazione da giungere a dimezzare il numero di vaccinati in  Ucraina. A nulla o a poco sono serviti i proclami del Ministero della Salute ucraino volti a tranquillizzare la popolazione asserendo, giustamente, come quel decesso fosse stato causato da altre cause non dipendenti dalla vaccinazione. A complicare ulteriormente la situazione la decisione del presidente dell’epoca, Viktor A. Yushchenko, di ordinare la sospensione di tutti i vaccini durante le indagini. Risultato: su cento bambini pronti ad essere vaccinati, 30 non l’hanno potuto fare e dagli iniziali 100 casi di bambini che si erano ammalati di morbillo nel 2010 si è rapidamente passati a 12.700 casi nel giro di soli due anni. La stessa cosa potrebbe accadere con la poliomielite, a riprova del fatto che sono irresponsabili i genitori che scelgono di non vaccinare i propri figli contro malattie che s’è visto sono controllabili benissimo col vaccino, in assenza del quale tornano, nonostante siano apparentemente scomparse e quando tornano, divengono più aggressive di prima. 


Cosa dice l’OMS


«E’ un ceppo pericoloso», spiega alla Bbc online Oliver Rosenbaum, portavoce dell’Iniziativa Oms per l’eradicazione della polio. «Ci sono due casi di paralisi, ma sicuramente non sono le uniche infezioni. Uno dei grandi pericoli di questa malattia sta proprio nel fatto che esistono molti casi asintomatici. Questa è una malattia che tende all’epidemia». 


L’Oms raccomanda che chiunque visiti la regione sia completamente vaccinato contro la poliomielite, e che tutti i residenti e chi soggiorna per più di un mese nella zona faccia una dose extra di vaccino antipolio.

Fonte: Corsera

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