giovedì 12 maggio 2016

Birra: scoperte le proprietà, fa bene o male alla salute?





Si è sempre dibattuto sulle proprietà della birra, sulle sue proprietà organolettiche in particolare stigmatizzando il fatto che a fronte del consumo ingente di questa bevanda tanto amata in tutto il mondo, sorge spontaneo chiedersi se chi la consuma possa beneficiare dei benefici della birra oppure debba fare i conti con i danni da essa derivante. Ma adesso parrebbe tutto più chiaro.

A far chiarezza sulle proprietà della birra ci pensa una ricerca scientifica pubblicata dalla  rivista scientifica
Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases che si rifà ad  lavoro scientifico internazionale i cui dati sono stati ricavati dai ricercatori di università e istituti spagnoli, americani e lussemburghesi e italiani, per quest'ultimi la ricerca è stata capitanata da Giovanni De Gaetano del IRCSS – Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed  di Pozzilli in provincia di Isernia. Non è un caso che proprio in Italia, a livello scientifico vi sia grande attenzione alla birra, se solo consideriamo come anche nel nostro Paese vi sia stato negli anni un proliferare di aziende industriali e artigianali produttrici di birra.

I risultati degli studi

Secondo la vasta mole di riscontri avvenuti sulla birra, pare ormai certo che tale bevanda condivide con il vino rosso, altra bevanda tanto amata in Italia, le stesse proprietà organolettiche positive per la salute, anche se occorre sempre specificare che trattandosi di sostanze alcoliche è sempre necessario limitare le dosi orientativamente comprese in 66 cl per gli uomini e in circa 35 per le donne al giorno. Ciò al netto delle limitazioni personali derivanti da patologie, intolleranze o gravidanze. In tali dosi è ormai accertato che la birra, al pari del vino rosso, svolge azione protettiva dell'apparato cardiovascolare dei soggetti sani ed in alcuni soggetti già affetti da patologie a carico del cuore e dei vasi.

La sostanza che entra in gioco nel determinare gli effetti positivi della bevanda, atteso il basso contenuto alcolico mediamente il 4/5%, e lo Xantumolo, una molecola polifenolica della famiglia dei flavonoidi derivanti dal luppolo al punto che più luppolo è presente nella birra, più manifeste sono le proprietà benefiche della bevanda e dunque, per riconoscere quali sono le birre a più contenuto di luppolo dobbiamo osservarne il sapore. Quelle più amare e che sviluppano una schiuma più densa e persistente sono quelle a più contenuto di luppolo.

Lo stesso Xantumolo ha ormai note proprietà antiinfiammatorie, antiossidanti, disintossicanti e addirittura vi sarebbe un'importante evidenza scientifica che intravede nei costituenti principali della birra anche un effetto preventivo nei confronti dei tumori. Uno studio sovrapposto sulla birra avrebbe persino evidenziato che le sostanze presenti nella birra avrebbero effetti benefici a livello del sistema nervoso prevenendo quelle malattie neurodegenerative che alla lunga arrecano temibili patologie quali Parkinson e Alzheimer. Sia chiaro… Con questo non si vuol dire che bere birra significa non ammalarsi anche stando all'interno delle doti consentite di cui sopra, significa invece che nel quadro di un'alimentazione possibilmente sana, la bevanda, al pari del vino rosso partecipa al benessere della persona con un'ultima precisazione. L'eccesso del consumo della bevanda non solo induce l'ubriachezza al pari del vino, ma annulla gli effetti benefici e apre la strada a gravi patologie a carico del sistema nervoso, dell'apparato digerente e del fegato con il manifestarsi di gravi patologie epatiche, quasi sempre dagli esiti estremi.

Giuliano


Nessun commento:

Posta un commento