lunedì 13 giugno 2016

Sclerosi Multipla: le cellule staminali potrebbero bloccare la malattia



Che possiamo considerare la sclerosi multipla una malattia autoimmune è del tutto acclarato. Che invece ancora non si sia trovata una cura del tutto efficace contro la temibile patologia è purtroppo pure accertato. Tuttavia una buona notizia per quanti cercano di contrastare la malattia è appena giunta e farebbe tirare un bel sospiro di sollievo a medici e ammalati.

Pare infatti che dalle cellule staminali potrebbe ritrovarsi la via verso la guarigione dalla sclerosi multipla o comunque l'affrancamento dai sintomi principali. La cura potrebbe essere rappresentata dalle cellule staminali in grado di bloccare i sintomi della malattia nel tempo anche nel lungo periodo come dimostrano i risultati afferenti all'impiego di cellule staminali “bambine” in un ristretto numero di pazienti che starebbero beneficiando di questo innovativo trattamento. La notizia è apparsa sulla rivista scientifica Lancet, dove tuttavia si avverte che tale terapia presenta anche dei rischi per chi vi si sottopone.

In pratica si tratta di somministrare forti dosi di chemioterapici tuttavia somministrati in maniera diversa alla stregua di come si farebbe con i tumori. Affiancata a questa cura si procede col trapianto di cellule staminali ematopoietiche autologhe, significa questo prelevare le cellule direttamente dal corpo dello stesso malato, tale tecnica ha completamente bloccato le ricadute cliniche e lo sviluppo di nuove lesioni cerebrali in 23 dei 24 pazienti con sclerosi multipla protagonisti della ricerca. Il tutto per un periodo prolungato, senza la necessità di assumere farmaci.

Lo studio è stato eseguito dai ricercatori dell'Università di Ottawa in Canada che avrebbe dimostrato come i malati di sclerosi multipla in corso di trattamento hanno beneficiato in quasi il 70% dei casi l'assenza totale di sintomi della malattia per almeno tre anni dal trattamento senza presentare recidive durante il trattamento stesso. Inoltre, dopo la terapia solo uno dei 327 esami cerebrali eseguiti hanno mostrato una nuova lesione. Risultati estremamente promettenti, ma gli stessi ricercatori invitano a prenderli con cautela.

Fonte: Pharmakronos


Giuliano

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