lunedì 11 luglio 2016

La nuova arma contro il tumore al cervello: l'aspirina






L'acido acetilsalicilico, la normalissima aspirina con l'aggiunta di due principi attivi che ancora non sono stati rivelati, diventa un nuovo farmaco attualmente contrassegnato da una sigla, IP1867B e ci sono molte probabilità che a breve lo diventi. La nuova arma verrà indirizzata contro il cancro al cervello nella sua forma più aggressiva, il glioblastoma con una caratteristica che gli studiosi ritengono molto importante.



Il nuovo farmaco ricavato dall'aspirina sembrerebbe avere un'efficacia superiore di dieci volte rispetto alla chemioterapia tradizionale, con una caratteristica molto importante che è importante citare. Quella di essere di gran lunga meno tossica in quanto se da una parte  
 
gli effetti avversi dell'aspirina che pure ci sono, sono più facilmente controllabili, dall'altra il nuovo farmaco opererebbe una cura più mirata nell'uccidere le cellule cancerogene. Questi sono gli ultimissimi risultati di uno studio inglese avvenuto a Portsmouth e presentato al Brain Tumors 2016 a Varsavia. C'è da dire che lo studio non può ancora essere avvalorato in toto dalla Comunità scientifica perché non è esteso ad una popolazione più ampia come prevedono i normali protocolli scientifici.

L'aspirina, con l'aggiunta di questi due ulteriori principi attivi di cui dispone, diviene in qualche modo liquida, intendendo con ciò che riesce ad attraversare la barriera ematoencefalica, il grosso filtro naturale che il nostro organismo dispone per evitare che le sostanze raggiungano il cervello danneggiandolo e sono poche le sostanze che riescono a superarlo, l'alcol è una di queste. Allo stato attuale l'aspirina in forma liquida è fonte di nuove speranze in quanto agisce aggredendo le cellule tumorali ma preservando quelle sane e, come detto, si assiste ad una rosa di effetti collaterali di gran lunga minore della classica chemioterapia antiblastica, effetti avversi che tuttavia è più agevole controllare. A breve si dovrebbero completare i protocolli scientifici per il nuovo farmaco. Secondo il Daily Mail, aggiungendo due chemioterapici al trattamento (gli esperimenti sono già iniziati) i risultati potrebbero essere anche migliori.


Giuliano


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