domenica 3 luglio 2016

Prova costume: con questa dieta non fallirai




Se c'è una cosa che attecchisce sulla gente non è solo la ricerca scientifica quando mette a punto nuovi rimedi nel contrasto di malattie anche gravi, ma in pole position c'è sempre la fatidica prova costume, sopratutto all'approssimarsi della bella stagione. Non serve sapere che non esiste nessuna prova costume efficace per metterci in forma fisica quando per tutto l'anno abbiamo ignorato ogni regime dietetico volto a farci perdere peso. Eppure si sprecano i consigli dell'ultima ora per illuderci che basta qualche dieta più o meno stravagante per farci apparire modelli e fisici atleti in passerella sulla spiaggia.


Lo dice a gran voce Eugenio Toma, Primario Emerito di Dietologia e Diabetologia dell'ospedale San Camillo di Roma che ha scritto un bel libro che val la pena di leggere tutto d'un fiato scritto a quattro mani con Agostino Macri, dal titolo L'alimentazione equilibrata. L'indagine svolta dallo studioso in collaborazione con l'esperto di sicurezza alimentare pone il dito sulle diete miracolose e sull'inganno rappresentato dai rimedi portentosi che senza sacrifici promettono miracoli a piane mani.

Oggi più che mai, davanti ad un problema che diviene sempre più scottante, perché riguarda tutte le fasce della popolazione, giovani e giovanissimi compresi, quali sovrappeso e obesità, cosa c'è di meglio che non inculcare nella gente l'idea che basta una dieta come quella del limone o del minestrone per farci ritrovare il nostro peso ideale. In fatto di diete insomma, si sciupano le elucubrazioni mentali partendo da diete astruse come quella ipnotica basata sulla concentrazione capace da sola di farci perdere peso. E che dire dei farmaci, spesso di sintesi ma anche naturali come alcuni integratori alimentari che con la scusa che sono naturali sortiscono effetti spesso nefasti sulla nostra salute. Il libro, scritto dai due studiosi, pone l'accento proprio sul rischio di curarsi da soli di fronte ad una patologia come sarebbe bene classificare pure l'obesità, così come si sottolinea il fatto che non esistono cibi buoni o cattivi, ma “è la dose che fa il veleno”.  Anche un ottimo alimento può causare un’indigestione, così come un’esagerata riduzione di grassi può causare un eccessivo indebolimento.

Si torna dunque a parlare della nota piramide alimentare ideata dalla Sezione di Scienza dell’Alimentazione del Dipartimento di Fisiopatologia, Sapienza di Roma del Professor Carlo Cannella. In questa riscontriamo sempre la presenza dei cereali che se si nota sono alla base insieme alla frutta e la verdura. Appena sopra riscontriamo invece la presenza di pesce uova, latticini, erbe, spezie, alimenti questi importanti ma da assumere anche quotidianamente ma con raziocinio. Da assumere saltuariamente ma senza criminalizzarli, cibi quali dolci, carne e salumi. C'è una sezione anche per l'acqua da bere a volontà e per il vino, dabere però con moderazione, visto che alle giuste quantità fa bene alla salute. La famosa piramide alimentare inoltre è importante perché inserisce l'alimentazione nella vita di tutti i giorni, non limitandosi a considerare il cibo solo come un fatto naturale e indispensabile, ma anche come momento di convivialità, scelta dei prodotti locali,
stagionalità attività fisica, che fanno dell'alimentazione un fatto anche culturale che fa bene al fisico e alla psiche. Ma come accade anche in altri campi, dove si fiuta il business si dice quel che conviene e anche con l'alimentazione non si fanno eccezioni. Chi non ricorda il terrorismo psicologico fatto sulla possibilità che la carne fosse cancerogena, chi non sa chele fritture fanno malissimo alla nostra salute, salvo poi asserire ilcontrario e che dire sul ruolo dei grassi, crocifissi sull'altare che lightè bello salvo scoprire poi che molto spesso gli alimenti contrassegnati dal suffisso light sono costituiti da aggiunte di sostanze chimiche che vanificano tutto il bene che avrebbero voluto apportare al nostro organismo.  


Basterebbe un po’ di sano buon senso dice Macrì: “non trasferire sugli alimenti le nostre personali responsabilità nell’aver adottato uno stile di vita incongruo, dove sedentarietà e stress sono molto più determinanti dei pochi milligrammi di colesterolo di un singolo alimento o delle 20/30 calorie che si possono risparmiare mangiando una mela piuttosto che una banana troppo matura!”

Giuliano



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