giovedì 4 agosto 2016

Meningite: che fare contro questa gravissima malattia? E' fondato l'allarme diffuso su scala nazionale? Occhio a questi sintomi




Sta destando molta preoccupazione l'allarme meningite scoppiato in questi giorni di estate. Che la meningite sia una malattia pericolosa anche per il solo fatto che l'esito infausto sovente arriva in poco tempo lasciando impotenti i medici di fronte all'avanzare della malattia è un fatto noto. Che la grave patologia ci sia sempre stata è pure risaputo, ma quest'anno, complice il clima di incertezza che stiamo vivendo in generale, dove la nostra incolumità è messa continuamente in serio forse anche per fattori esterni alle malattie, vuoi per l'evidenza che molti casi di meningite si sarebbero potuti evitare se non fosse iniziata nell'ultimo periodo un fragore assordante contro i vaccini da parte di associazioni di obiettori, vuoi che non controlliamo più il traffico di migranti che vengono da zone dove la profilassi non esiste col rischio di portarci a casa colonie di patogeni spesso persino resistenti ai comuni antibiotici, fatto sta che l'allert che ci viene da una parte della Comunità scientifica è veramente inquietante. Ma è così grave la situazione? E come avviene il contagio in caso di meningite, quali precauzioni adottare, possiamo proteggerci?
Tutte domande che stanno facendo impazzire la gente, sopratutto i genitori di quei ragazzi che aspettano con ansia l'estate per raggiungere località di vacanza e lì, aprirsi ad una nuova vita, fatta di incontri, di baci, di flirt con tutto quel che ne consegue, di uso comune delle stoviglie e quant'altro. D'altro canto, i recentissimi casi avvenuti in Toscana, nel Lazio e di ritorno dal viaggio a Cracovia che hanno sacrificato le vite di giovanissimi proprio quando si godevano le vacanze, non fa altro che amplificare il terrore per questa malattia, tanto subdola quanto molto, troppo spesso micidiale. A rendere più problematica la faccenda è il fatto che in estate sovente, pur di ricercare un certo refrigerio siamo soliti esporci alle correnti d'aria e non sono rari i casi di raffreddamento con rialzi termici. Questo complica le cose, perché la meningite è caratterizzata dalla febbre alta che nei primi stadi si scambia per una patologia da raffreddamento sia pure fuori stagione e la si tratta come tale, salvo poi scoprire troppo tardi che la malattia che ha preso il sopravvento è ben altra cosa di una comune sindrome parainfluenzale. E se l'estate si caratterizza proprio per la ricerca sopratutto dei giovani di locali dove socializzare, immaginiamo le discoteche, i pub e quant'altro, ciò non fa altro che concepire difficilmente che ci si possa ammalare  di meningite in un periodo della vita in cui tutto si potrebbe pensare, vista la giovane età, meno che morire in questo modo.
Come interpretare i sintomi
Inizialmente la persona che si è ammalata non si rende conto della gravità della situazione perché, come detto, i sintomi avvertiti sono troppo generici perché possa scattare l'allarme, febbre, mal di testa e senso di spossatezza in generale. Ma poi aumenta il mal di testa oltre la soglia di tollerabilità e, sopratutto, i comuni farmaci utilizzati per contrastare questo sintomo non bastano a lenire le sofferenze, immaginiamo i fans, dall'Aspirina in poi e in breve tempo, la febbre raggiunge picchi insoliti per una banale raffreddatura o una normale sindrome influenzale. La febbre infatti comincia a salire in poco tempo e resiste ai comuni antipiretici, aspirina, ketoprofene, paracetamolo, la testa sembra dover scoppiare da un momento all'altro e questo è più che sufficiente per ritenere utile la corsa al Pronto Soccorso, senza perdere tempo e senza indugio perché la situazione è già di per se grave e resta soltanto da sperare di essere ancora in tempo per intervenire.
Esiste il vaccino? Che cure si possono fare?
Sul vaccino si è fatta come al solito confusione. Il vaccino esiste, ma contro la forma più grave, la meningite di tipo C. Se è vero che la copertura a livello nazionale è dell'80% significa che il 20% della popolazione è rimasta scoperta, immaginiamo dopo le campagne criminali contro il vaccino qual è la situazione in questo momento. Eppure questo vaccino funziona benissimo ed è scevro da effetti collaterali. Ma poiché tale presidio sanitario agisce in circa tre settimane a volte entro un mese dall'inoculazione, sperare di essere protetti dalla forma più grave con questo farmaco in prossimità di un viaggio è solo una flebile speranza. L'ideale sarebbe prevedere una campagna vaccinale con una maggiore estensione e conseguentemente una copertura quasi totale della popolazione ma ciò come abbiamo visto non è stato possibile farlo per via di tutti quelli che si oppongono o si sono opposti al vaccino. Esiste anche un'altra forma di meningite, un po' meno grave della forma C ma altrettanto pericolosa, anche perché colpisce i bambini molto piccoli che spesso hanno un sistema immunitario non ancora pronto a fronteggiare la malattia. E' la forma B, il vaccino esiste già da qualche anno, ma anche contro questo si sono scatenate le polemiche di coloro che ritengono a torto che il vaccino faccia male ai bambini in tenera età. Si spera solo che la vaccinazione contro questa forma sia estesa e resa obbligatoria su scala nazionale. Chi ha bambini piccoli e li vuole vaccinare deve spendere oggi qualcosa come 150 euro a figlio, visto che il farmaco è a totale carico dell'assistito. Poi esistono le forme minori, quelli contrassegnati dalle lettere W e Y, che classificano i ceppi virali poco in auge in Italia e diffusi in America e Africa. Ma con la facilità degli spostamenti della gente da un Continente ad un altro è così raro per un bambino imbattersi in queste forme? Esiste una copertura vaccinale anche per queste forme ed una forma di vaccino quadrivalente per le forme A-C-W-Y. Quest'ultimo vaccino copre per dieci anni, il vaccino invece che si somministra ai bambini piccoli ha una risposta immunitaria più lunga e più completa.


E se il vaccino non può proteggerti?
Esiste solo la prevenzione in tutti gli altri casi e l'accortezza che in periodi come questi dovrebbe essere sempre alta. L'agente patogeno infatti non sopravvive all'aria aperta, ma sopravvive benissimo nella saliva, anche sotto forma di goccioline ed in altri liquidi organici. Che dire ai nostri giovani, attenzione ai baci? E chi ci ascolterebbe, giustamente! Ma almeno evitare di scambiarsi gli stessi bicchieri e le stesse posate utilizzate prima, cosa che per quanto concerne i bicchieri avviene spesso proprio nei pub e nelle discoteche… Me lo fai assaggiare? Vuoi provarlo prima di ordinarlo, bevi un po' dal mio bicchiere! E nei casi in cui sia stata fatta la diagnosi per le forme minori attenersi scrupolosamente alla profilassi del medico che prescrive degli antibiotici ad hoc da prendersi fino a completamento della terapia.
Attenti a questo sintomo
In atto le zone d'Italia più colpite sono la Toscana sopratutto nelle zone della provincia di Pisa e di Empoli, con un aumento di casi rispetto agli anni scorsi del 30%, in passato non si superava il 10%. Abbiamo visto che non è facile individuare la malattia dalle prime avvisaglie potendola scambiare per malattie molto più banali, ma c'è un sintomo che forse dovrebbe indurre a cercare soccorsi immediati e competenti. La rigidità della nuca, accompagnato dal forte mal di testa, dall'aumento repentino della febbre, come visto e dalla confusione mentale. Poichè è raro che una sindrome para infuenzale si accompagni anche a rigidità della nuca, se questa si associa agli altri sintomi correte al Pronto Soccorso e non aspettate che il medico di famiglia vi venga a visitare a casa, anche perché lui stesso vi consiglierebbe di raggiungere il primo ospedale disponibile. Se si interviene subito è possibile che ci si salvi, a meno di non finire in quella tragica percentuale di casi, 10 su cento casi di meningite che ha riguardato le giovani ragazze morte nei giorni scorsi, in cui l'esito letale della malattia si conclude in circa tre, quattro ore dei primi sintomi. Purtroppo, spiace tanto dirlo, ma sono più esposti i giovani a queste forme più gravi rispetto agli adulti e agli anziani.
«Le meningi son l'ultima barriera per difendere l'encefalo spiega il virologo Fabrizio Pregliasco - quando c'è questa reazione infiammatoria il corpo esagera e paradossalmente è la reazione immunitaria eccessiva che ti porta al decesso». Morti che spesso sono bambini e giovani al di sotto dei trent'anni.

Che altro dire, di contro non drammatizziamo e non facciamo terrorismo fra i giovani ma che almeno si sappia che contro questa malattia non si può scherzare, per la semplice ragione che spesso non c'è neanche il tempo per pensare di poterci scherzare!


Giuliano

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